BUSTO ARSIZIO – «Sono cose che non devono accadere, ma la pasta non è stata somministrata a nessun bambino ed è stata subito sostituita». L’assessore alle politiche educative Chiara Colombo porta le scuse ufficiali dell’amministrazione comunale per il clamoroso caso degli insetti – punteruoli del grano, non pericolosi per la salute anche in caso di ingestione – trovati nel piatto di fusilli con olio e grana servito in due classi delle scuole medie Tommaseo. «Stiamo parlando di due classi da una ventina di alunni su 3000 pasti serviti ogni giorno nelle nostre scuole – l’assessore prova a contestualizzare la vicenda – ma abbiamo concordato con il gestore delle mense di intensificare i controlli a campione sui pasti».
Il caso
La vicenda è nata con il ritrovamento di «insetti nella pasta» da parte di alcuni alunni della scuola media “Tommaseo”, nel quartiere dei Frati. Si trattava dei cosiddetti “punteruoli del grano”, innocui ma sgradevoli parassiti ritrovati in alcune porzioni di di pasta servita in due classi. Nonostante l’immediato intervento del gestore del servizio mensa (Euroristorazione), che ha sospeso la distribuzione dei piatti “infestati”, il caso ha alimentato discussioni e proteste tra i genitori degli studenti che frequentano la mensa alle Tommaseo. Spingendo così la dirigente scolastica Cristina Parisini a concedere la deroga per portare il pranzo “al sacco” da casa ad un gruppo di alunni il giorno successivo.
Il confronto
L’assessore Chiara Colombo nel pomeriggio di oggi, 18 dicembre, ha incontrato nella scuola Tommaseo una delegazione di una ventina di genitori coinvolti nella vicenda. Erano presenti anche i rappresentanti di Euroristorazione, lo staff della pubblica istruzione del Comune, la dirigente scolastica delle Tommaseo e il tecnologo alimentare che supervisiona il servizio delle mense scolastiche. È stato confermato come l’anomalia fosse da attribuire esclusivamente a un lotto specifico di pasta fornito da terzi, e non al processo di preparazione interno alla mensa. «Un fatto isolato», quindi, come ha provato a rassicurare l’assessore: i controlli sui circa 3000 pasti serviti nelle scuole di Busto non hanno mostrato altre irregolarità ed è emerso anche che i Nas avevano fatto delle verifiche la settimana precedente al caso senza trovare nulla fuori posto.
Le contromisure
«Ora il gestore aumenterà i controlli a campione sui pasti – annuncia l’assessore Colombo – inoltre verrà incontro ai genitori organizzando una giornata speciale per aiutare i ragazzi a rientrare in mensa senza preoccupazioni dopo quello che è successo». Ma non ci saranno deroghe sulla “schiscetta” portata da casa: «Non è previsto dal regolamento ma a Busto nessuna scuola consente questa possibilità – sottolinea la delegata alle politiche educative – la mensa è un momento educativo sotto tutti i punti di vista, anche legato alla sana alimentazione».
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