Fratelli-coltelli sull’IRCCS all’Ospedale Maggiore di Novara

Novara sanità IRCCS Maggiore

NOVARA – Sul parallelo Torino-Novara in tema di IRCCS a Novara gli esponenti di Fratelli d’Italia vanno in rotta di collisione. Per un singolare incrocio del destino, ieri praticamente in contemporanea, si discuteva di sanità sia al Consiglio Comunale di Novara che al Consiglio regionale del Piemonte. E in entrambi i casi l’oggetto della discussione era un emendamento.

Emendamenti sia a Torino che a Novara

A Torino il consigliere del Partito Democratico Domenico Rossi aveva presentato un emendamento al piano sanitario regionale sulla realizzazione di un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico a Novara.

“Dopo le dichiarazioni di esponenti di Fratelli d’Italia sugli organi di stampa – spiega Rossi –  sembrava che il riconoscimento dell’IRCCS fosse un obiettivo ormai raggiunto. Analizzando il Piano, però, ho riscontrato che si faceva riferimento a un IRCCS in modo del tutto generico. Per questo ho presentato un emendamento che specificava chiaramente i settori di ematologia e immunologia”.

Il voto contrario della maggioranza di centrodestra in Regione

La maggioranza – con parere negativo della giunta di cui fa parte il delegato alla sanità Federico Riboldi, di Fratelli d’Italia – ha scelto di votare contro

Contemporaneamente a Novara in consiglio comunale si discuteva un emendamento al DUP presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Michele Ragno, che si occupava dello stesso tema, impegnando l’amministrazione comunale “per quanto di competenza a favorire il riconoscimento dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico a Novara”.

A Novara arriva il “sì” dell’aula

L’emendamento, in perfetta controtendenza rispetto a quanto accaduto a Torino è stato approvato dall’intera aula.

Come dire che FdI a Torino non vuole l’IRCCS al “Maggiore” mentre a Novara non solo lo vuole, ma lo chiede con forza.

E c’è anche l’attacco sulle liste d’attesa

Oltretutto, nella prima parte del testo dell’emendamento di Ragno, si faceva un risoluto riferimento al tema delle liste d’attesa chiedendo all’amministrazione comunale di mettere in atto «tutte le iniziative possibili, affinché sia assicurato un adeguato e rapido accesso ai previsti livelli essenziali di assistenza a tutela della Salute pubblica».

Complessivamente, non proprio quello che si può definire una carezza al “Fratello” assessore alla sanità Riboldi.

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