La Provvidenza di Busto ricorda l’ingegner Cesare Gallazzi. «Ha lasciato il segno»

BUSTO ARSIZIO – «Ha lasciato il segno. Un’impronta indelebile». È emozionato il presidente dell’Istituto La Provvidenza Gigi Chierichetti quando ricorda la figura dell’ingegner Cesare Gallazzi, per 16 anni alla guida della “casa di riposo” della città e per quasi quarant’anni nel consiglio di amministrazione, tra il 1980 e il 2017. A Gallazzi, scomparso sei mesi fa all’età di 99 anni, è stata intitolata la sala polifunzionale ricavata nell’ex chiesa del padiglione Papa Giovanni.

Quasi quarant’anni di storia

Nel CdA dal 1980, socio dal 1987, presidente dal 1997 al 2013, poi vice dal 2013 al 2017. Fu chiamato ad assumere l’incarico di presidente dall’allora Prevosto monsignor Claudio Livetti, che oggi vive nella casa albergo Borri. Lo ricorda la figlia Carla Gallazzi: «Fu convinto a trasformare La Provvidenza da ricovero per mendicità a struttura di prestigio, facendo “qualcosa che tuo nonno aveva iniziato”, gli disse». Riferendosi al nonno dell’ingegnere, Giuseppe Colombo, già presidente dal 1936 al 1940. Ora i famigliari sono orgogliosi del fatto che la figura del padre e nonno Cesare «lasci una traccia» in quell’Istituto che è stata per anni la sua seconda casa. E per segnare anche simbolicamente questa continuità a scoprire la targa è stata Celeste, la più piccola delle bisnipoti dell’ingegnere.

Il ricordo

«Un uomo tutto d’un pezzo, quando si metteva in testa un obiettivo lo raggiungeva – il ricordo dell’attuale presidente Chierichetti, che entrò nel CdA nel 2007, dopo aver chiuso la parentesi come assessore, proprio quando Gallazzi era presidente – aveva un carattere determinato e forte, ma era anche una persona con la quale ogni tanto c’era qualche difficoltà nel poter colloquiare. Quello che conta però sono i risultati conseguiti, e sono sotto gli occhi di tutti». Ed è anche per questo che l’attuale CdA ha ritenuto di intitolare all’ingegner Cesare Gallazzi, rivela Chierichetti, «questo ambiente che è una sala polifunzionale che è stata riqualificata da un anno e mezzo, di quella che era la chiesa del padiglione Papa Giovanni». Riconvertita, anche se l’altare è ancora presente dietro la parete e saltuariamente ospita delle celebrazioni, perché “per questioni di chiesa” ci può essere un solo sacramento in ogni struttura e la scelta è caduta sulla chiesa di San Carlo».

La cerimonia

Alla cerimonia di intitolazione, all’antivigilia di Natale, erano presenti anche, in rappresentanza della Città, il vicesindaco Luca Folegani, sottolineando che «l’ingegner Gallazzi sarà orgoglioso di essere ricordato qui dove tanto ha fatto», e l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, che parla di una «grande eredità» ma anche di «un’operazione di identità e di memoria, che è a tutti gli effetti storica». Ma c’erano soprattutto coloro che avevano lavorato fianco a fianco con l’ingegnere, come il direttore generale Luca Trama, che era stato scelto proprio da Cesare Gallazzi in quel ruolo. «Siamo rimasti in pochi di quel periodo però ci siamo – le parole commosse di Trama – mi considero un suo allievo, mi ha scelto e mi ha fatto crescere, ha creduto in me. Non era facile lavorare con lui, ma i momenti di tensione mi hanno aiutato ad affrontare tanti momenti difficili, mi hanno insegnato cosa significa guidare e decidere, ma anche a far quadrare i conti. Li tengo ancora come mi ha insegnato l’ingegnere. Anche perché, quando era arrivato, i conti non andavano tanto bene, ma lui ha trasformato la struttura e lasciato in eredità una realtà solida».

Busto piange l’ingegner Cesare Gallazzi. Storico presidente della “Provvidenza”

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