Comabbio, vietato dar da mangiare ai gatti. Multe fino a 500 euro

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COMABBIOVietato offrire cibo ai gatti nella zona di via Fontana e via ai Prati, pena: una multa dai 25 fino ai 500 euro. È quanto stabilito dall’ordinanza del 13 ottobre 2025 con cui il Comune di Comabbio ha proibito ai cittadini di nutrire gli animali nell’area. Una decisione che ha portato il paese agli onori della cronaca nazionale, esponendo il sindaco Mariolino Deplano a diverse critiche. Ma qual è la ratio di questo provvedimento? «La tutela dell’igiene pubblica e del decoro urbano, la salvaguardia della salute dei gatti presenti allo stato libero sul territorio comunale, il contenimento dell’incremento delle colonia di felini e la persecuzione dell’equilibrio dell’ecosistema territoriale», recita l’ordinanza.

Le misure

Proprio nell’area interessata, infatti, il Comune ha istituito una colonia felina, con l’obiettivo di tenere sotto controllo una popolazione di oltre 30 esemplari, sviluppatasi a partire dai gatti di un cittadino. Nello specifico, la colonia offre cibo, protezione e cura per gli animali, in accordo con il servizio veterinario di Ats Insubria. E per evitare la proliferazione incontrollata, lo stesso Comune ha preso in carico i costi di sterilizzazione dei gatti.
Oltre al divieto di offrire cibo ai gatti, l’ordinanza impone anche la chiusura – da parte dei proprietari – di tutti gli edifici abbandonati (e quindi cantine, sottotetti, e tutte quelle strutture che potrebbero diventare rifugi senza controllo per i gatti); e «la pulizia e disinfestazione di tutte le deiezioni e residui organici riconducibili ai gatti appartenenti alla colonia all’interno dei propri edifici o aree private», continua il provvedimento.

La posizione del sindaco

Insomma, la posizione del sindaco è chiara: il provvedimento non vuole punire i cittadini, ma cercare di contenere una popolazione di gatti che, pian piano, rischia di “invadere” il paese. Oltre a tutelare la salute degli animali stessi, riducendo il rischio che si diffondano malattie tra i felini.

Le voci contrarie

Non tutti, però, sono in accordo con la posizione del primo cittadino. Via social, c’è addirittura chi propone di passare per vie legali: «Vanno denunciati per maltrattamento – si legge in un commento -, non possono farlo, così come i Comuni non possono vietare di dare da mangiare ai piccioni, che sono animali salvatici non di competenza comunale». E c’è persino chi tuona: «Non andate in questo paese, è disumano».
Un vero e proprio caso, rilanciato da alcuni dei più importanti media nazionali: da Mediaset a La Repubblica, da Radio Deejay a Fanpage.

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