BUSTO ARSIZIO – Anche le scritte sui muri possono montare un caso politico nella maggioranza di centrodestra di Busto Arsizio. È il caso dei volgari imbrattamenti sui muri esterni del liceo classico Crespi – tra cui “Fuori gli sbirri dalle scuole” – che da mesi ormai fanno brutta mostra di sé lungo la via Carducci. A chiedere di «cancellarle», anche alla luce della tragedia di La Spezia, è il presidente della commissione sicurezza Francesco Attolini (FdI). E il responsabile politiche giovanili di Fratelli d’Italia Davide Lombardi rincara la dose: «Due studenti di Gioventù Nazionale si erano resi disponibili a ripristinare il decoro, ma sono stati di fatto stoppati dall’assessore Chiara Colombo. Da allora, nulla è stato fatto». Ma l’assessore Colombo, espressione della Lista Antonelli, non ci sta: «Io sto lavorando con Rotaract ad un progetto di ampio respiro per il decoro che richiede tempo. E il Liceo classico non è di proprietà comunale, se vogliono ripulire i muri non posso autorizzarli io».
Attolini (FdI): «Cancellare le scritte»

A sollevare il caso delle scritte sui muri del Liceo Crespi è stato Francesco Attolini, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della commissione sicurezza, che dopo l’omicidio di La Spezia ritiene «non più tollerabile» la scritta “Fuori gli sbirri dalle scuole”. «Mi fa venire il mal di pancia – ammette Attolini – perché oltre ad aver fatto “sbirro”, come lo chiamano loro, nel servizio militare (che oggi manca e andrebbe ripensato), questa affermazione va contro quello che la nostra amministrazione sta portando avanti, cioè incontri con le forze di polizia nelle scuole». Ecco perché, come già fatto quando comparve la scritta anti-Polizia ACAB sul muro della BNL di via Fratelli d’Italia, Attolini invita a cancellare quelle scritte: «Mi auguro che il Liceo Crespi provveda all’immediata cancellazione – l’appello del consigliere di FdI – stesso discorso che vale per le scritte a favore di Rivolta, ne ho capito lo spirito ma non ho condiviso la modalità, grazie a Dio scritte meno vistose in quanto su via nascosta, ma essendo su muro di stabile privato deve provvedere il proprietario».
Lombardi (FdI): «Perché nessuna risposta?»

Nel giro di poche ore sul tema interviene anche Davide Lombardi, responsabile politiche giovanili del circolo di Fratelli d’Italia di Busto Arsizio, ricordando che dopo la comparsa delle scritte «violente e offensive» contro le forze dell’ordine, «due studenti, appartenenti a Gioventù Nazionale», si erano «resi immediatamente disponibili a ripristinare il decoro, chiedendo semplicemente come intervenire nel rispetto delle regole». Ma «l’assessore all’istruzione Chiara Colombo – racconta Lombardi – ci ha parlato di delibere da fare e volontari di associazioni terze come le persone preposte al ripristino di fatto stoppando l’iniziativa dei ragazzi. Da allora, nulla è stato fatto». E oggi, aggiunge l’esponente di FdI, «dopo gli ennesimi fatti di cronaca nazionale che vedono giovani vittime della violenza, quel messaggio è ancora lì. Un silenzio che pesa. Un’inerzia che interroga». Un vero e proprio “j’accuse”: «Abbiamo appreso che la competenza è della Provincia trattandosi di istituto superiore. Ci chiediamo se la richiesta sia mai stata inoltrata – sostiene Lombardi – nel dubbio, lo faremo noi. Perché il decoro non è un optional. E il rispetto per chi garantisce la sicurezza nemmeno e fortunatamente non tutti i giovani imbrattano c’è anche chi si vuole rimboccarsi le maniche».
L’assessore Colombo: «Nessuno stop»

Ma non ci sta a sentire questa versione della vicenda l’assessore alle politiche educative Chiara Colombo, esponente della Lista Antonelli: «Io non ho stoppato nessuno. Avevo detto loro di unirsi a noi, nel momento in cui sarebbe partito il progetto che mette al centro il decoro urbano e il rispetto per i pubblici ufficiali. Lo sto definendo con il Rotaract La Malpensa, per coinvolgere i ragazzi delle scuole cittadine in attività di volontariato per la cancellazione delle scritte dai muri delle scuole e non solo. Si tratta di un progetto educativo che richiede dei passaggi tecnici e deliberativi da rispettare e delle presentazioni nelle scuole per raccogliere le adesioni dei ragazzi, non è un’iniziativa che si può improvvisare». L’accusa di inerzia o di aver stoppato le attività degli studenti GN viene così respinta al mittente: «Anche le scritte del Comune non sono ancora state tolte ma giustamente nessuno taccia di inerzia l’amministrazione – il riferimento è ai “fasci appesi” sul muro di palazzo Gilardoni – aggiungo che forse mescolare temi come i fatti di La Spezia e una scritta sul muro, per quanto violenta, per me è un azzardo. La vita non ha prezzo, una scritta può essere un gesto immaturo di adolescenti che magari attraverso il progetto sviluppato nelle scuole potrebbero prendere coscienza di ciò che hanno fatto e fare ammenda». E ai giovani di GN lascia un messaggio: «Se vogliono cancellare le scritte e gli viene dato il permesso lo facciano pure, noi con il nostro progetto ne cancelleremo altre. Anche se sarebbe meglio lavorare uniti per il bene comune».
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