Dario Galli via dalla Lega sceglie il silenzio.”Almeno per il momento”

galli lega silenzio
Dario Galli

VARESE – Dario Galli? Non parla, non spiega, non ha voglia di rispondere alle domande dei giornalisti. “Almeno per il momento” taglia corto al telefono come infastidito dalla richiesta di raccontare perché abbia chiuso la porta in faccia alla Lega per passare, armi e bagagli, con il Patto per il Nord di Paolo Grimoldi. Per uno come Galli , che ha vissuto per più di un trentennio a pane e Lega, si tratta di una scelta tranchant, quanto meno dirompente in una logica di continuità politica e ideologica. Per dirla in un altro modo, con tutta probabilità sono proprio la linea politica e le scelte ideologiche imposte da Matteo Salvini al partito che fu di Umberto Bossi a convincerlo a rincorrere il passato di leghista “duro e puro”, di quelli che non facevano sconti agli avversari né cedevano ai compromessi.

La questione settentrionale

Rappresentante della lega movimentista, vocata alla difesa del Nord, sotto sotto più secessionista che federalista, Galli si è forse sentito tradito per la svolta nazionale di Salvini, per quel “scendere al Sud” abbandonando la questione settentrionale delle origini. Un disagio profondo, ci verrebbe da dire. Per lui e per i tanti leghsti che si sono imposti la sordina ma, in fondo, la pensano allo stesso modo. Galli ha deciso di uscire allo scoperto, schierandosi con il gruppo di Grimoldi e per il riconoscimento dei principi che animarono il Senatur e coloro i quali, più di quarant’anni fa, diedero vita al movimento.

Prestigioso curriculum

Quattro volte parlamentare, vice ministro allo Sviluppo Economico con Giuseppe Conte, prima ancora sindaco di Tradate, membro di prestigiosi consigli di amministrazione, poi presidente della Provincia di Varese, incarico, quest’ultimo, che gli fu praticamente imposto dalla Lega in deficit di candidati spendibili. Comunque sia, un curriculum di tutto rispetto, tutt’altro che insignificante in confronto a chi, in questi ultimi anni, ha occupato e occupa posti di primo piano a Roma e in giro nelle istituzioni. Leghisti? Salviniani, possibilmente. Ed è noto come il fuoco covi sotto la cenere del malcontento. Nomi importanti si sono fatti avanti per esprimere una scontentezza latente nel partito, Fontana, Romeo, Zaia, Fedriga per citarne alcuni.  Ma hanno un ruolo istituzionale e politico, non possono o non vogliono ammutinarsi.

Lega ingrata?

Galli, invece, di ruoli non ne ha più, non glieli hanno più dati. Dimenticato nella sua Tradate dopo tanti anni di militanza? C’è chi pensa che abbia fatto il suo tempo? Chissà. Di sicuro è una ulteriore ragione per dichiararsi fuori dalla Lega di Salvini, per tornare al Nord e riprendere la strada sulla quale si era incamminato al fianco di Bossi. E’così? E’ anche così? Prima o poi lo spiegherà, se mai decidesse di spiegarlo ai tanti elettori che hanno sempre creduto in lui. E che adesso vogliono capire.

Sorpresa in casa Lega: Dario Galli passa con il Patto per il Nord di Grimoldi

galli lega silenzio – MALPENSA24
Visited 1.094 times, 3 visit(s) today