Giudice di Pace, il caso Busto all’inaugurazione dell’anno giudiziario di Milano

MILANO – Inaugurazione dell’Anno Giudiziario a Milano, il presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei cita il caso, non positivo e noto da anni (anche se nelle scorse settimane il personale è cresciuto di tre nuove unità) dell’Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio: Anche nel “virtuoso” distretto milanese, rispetto alla magistratura onoraria su cui Ondei chiede una riflessione, “dobbiamo registrare casi, per fortuna eccezionali, di rinvii di cause al 2032 e mi riferisco ai giudici di pace di Busto Arsizio“, riporta l’Adnkronos.

La gravità della carenza d’organico

La carenza di personale pesa sulle performance della giustizia meneghina anche se il Distretto di Milano ha numeri positivi rispetto alla media italiana. E’ uno dei passaggi dell’intervento di del presidente Ondei oggi, sabato 31 gennaio, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Dai dati relativi al personale amministrativo del Distretto si tocca con mano “la gravità della situazione: la scopertura complessiva è del 40%, che tuttavia sale al 53% per il Tribunale di Sondrio e giunge addirittura al 67% in alcuni uffici del Giudice di Pace. Il problema abitativo e del costo della vita in Lombardia induce molte persone a rinunciare a venire a lavorare al Nord”. Ogni anno la situazione “peggiora”: se si considera che la scopertura dei soli Tribunali ha raggiunto la media del 37% contro il 29,1% dell’anno precedente.

Carenza di fondi

Un po’ meglio è la situazione dell’organico del giudici: la scopertura media del Distretto “si assesta al 18%”, in Corte di Appello, invece, “continua l’emorragia di personale di magistratura“. Sul fronte delle risorse materiali la sicurezza degli edifici “è molto carente“, quanto all’informatica nei processi si combatte “con la carenza di fondi“.

Il settore civile

A fronte delle difficoltà, Milano “ha saputo mantenere il proprio capitale reputazionale”. Nel settore civile, con riguardo al secondo grado di giudizio, le pendenze ultrabiennali rappresentano circa il 2% di quelle totali con una “sensibile” riduzione della durata dei processi: 224 giorni rispetto ai 256 dello scorso anno. Per il primo grado civile le pendenze ultratriennali si attestano al 7-8% con la media dei processi di 351 giorni, “di gran lunga inferiore ai tre anni” ritenuti un tempo ragionevole per finire un processo. La maggior parte dei procedimenti ha riguardato i reati contro il patrimonio (25%), seppur in diminuzione del 4%; e contro la persona (19%) in aumento del 2%.

Le difficoltà di Busto e Varese

Sul fronte penale, il 99% dei procedimenti pendenti in Corte di appello è stato iscritto nel biennio 2024-2025 e le pendenze si sono ridotte del 4%. Il tempo medio di definizione del processo è di 207 giorno contro i 467 giorni a livello nazionale. Le sentenze che hanno definito il giudizio con la prescrizione sono stabili (6%). In primo grado, le pendenze sono aumentate del 6% e in alcuni Tribunali “come Busto Arsizio, Como e Pavia l’ufficio Gip-Gup sembra versare in particolare difficoltà, tanto da avere il 70% delle pendenze del settore penale. Il disposition time di tutti i Tribunali è “di gran lunga sotto i tre anni indicati come la durata del giusto processo dalla legge Pinto: tranne Busto Arsizio gli altri Tribunali sono addirittura sotto i due anni” aggiunge.

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