Caso materne a Gallarate, per gli esuberi c’è il salvagente 3SG. «Serve personale»

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A sinistra Marco Castoldi, presidente della Fondazione Consorzio scuole materne di Gallarate. A destra il sindaco Andrea Cassani

GALLARATE – Ci sono gli aumenti dei costi delle rette della Fondazione Consorzio scuole materne di Gallarate e la sospensione delle tre sezioni Primavera, che hanno riunito i genitori in presidio ieri – 30 gennaio – davanti ai cancelli dell’asilo Ponti. Ma c’è anche la questione degli esuberi delle educatrici, che hanno già messo in allarme i sindacati fino all’apertura dello stato d’agitazione. Ma una soluzione esiste: «Non vogliamo lasciare a casa nessuno», è la premessa del sindaco Andrea Cassani. «La nostra azienda speciale – la 3SG – ha bisogno di personale». Che tradotto significa: ricollocare le insegnanti, con una serie di adeguamenti in linea ai servizi richiesti.

Via il «carrozzone», serve «collaborazione»

Se ne è parlato questa mattina, 31 gennaio, a Palazzo Borghi. Dove inizialmente era prevista una riunione con i genitori, per fare il punto della situazione e sciogliere dubbi o timori. Incontro che invece è stato spostato a martedì sera, 3 febbraio, in sala consiliare. Ma alcuni papà c’erano: tre. Tanto basta per fare chiarezza. Punto per punto, che sommati fanno emergere il «carrozzone» attuale, come l’ha definito Cassani. Ovvero un sistema, quello delle materne del consorzio, appesantito dall’«aumento dei costi» con un gap che vede 2,3 milioni di euro di spese a fronte di 1,3 milioni di euro di entrate. Ma anche il tema dipendenti – 63 per 340 bimbi – e degli stipendi che «sono molto alti, con premi elevati, ben più rispetto al settore pubblico». Insomma, «così non possiamo andare avanti», il commento del primo cittadino. Va considerato poi che «negli ultimi anni sono state chiuse 8 classi materne delle scuole statali a Gallarate e già domani, quindi, avremmo paradossalmente posto per 200 bambini negli asili dove Comune e genitori non spenderebbero nulla». Tutti temi che portano a confermare: «Nessun vuole chiedere la Fondazione o questo servizio che da tanti anni è sul territorio». Ma «serve collaborazione, da parte di tutti». I dettagli nel video:

L’aumento delle rette

Collaborazione che prevede, come noto, un aumento delle rette. Aspetto che viene considerato «l’unico margine di intervento», ha detto Marco Castoldi, presidente della Fondazione. Dal cda convocato ieri sera è emersa, in particolare, «la volontà di andare incontro alle famiglie che hanno già dato fiducia alla Fondazione in questi anni». Per questo «stiamo valutando un percorso di adeguamento delle tariffe per step», che fanno riferimento «alla diversa classificazione in fasce Isee». L’attuale organizzazione, insomma, «va ripensata». Questo, mantenendo «un equilibrio» fra quei tre punti cardine: la qualità del servizio, il costo della struttura («Di cui quello del personale rappresenta un elemento importante») e il rapporto spese-ricavi. Guarda il video:

Cosa non ha funzionato

L’aspetto dei posti di lavoro, poi, rappresenta una fotografia delle «incomprensioni» che ci sono state negli ultimi tempi. Oggi in sala era presente un’insegnante che ha firmato il proprio contratto un mese fa, a dicembre, quando però era già stata data indicazione di non assumere più nessuno, proprio perché il numero degli insegnanti viene considerato troppo alto. Simile il discorso che riguarda le iscrizioni dei bimbi, che sono continuate anche quando era arrivata la comunicazione dell’adeguamento delle rette, risalente a fine ottobre. Dettagli che hanno influito a creare confusione tra i genitori e che verranno nuovamente illustrati al prossimo incontro.
I pochi papà presenti oggi a Palazzo Borghi si sono limitati ad ascoltare le spiegazioni fornite da sindaco e presidente della Fondazione, anticipando alcune proposte e ribadendo, su tutto, che a incidere sullo «spaesamento» sono state anche le tempistiche di comunicazione.
Infine, Cassani ha ribadito la possibilità di allargare il Cda o comunque di permettere ad alcuni genitori di entrarne a far parte: «Sono ben disponibile – ha detto – ad aprire la porta per spirito di collaborazione a chiunque abbia voglia e tempo di metterci la testa, c’è sempre bisogno di persone capaci e di buon senso».

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