Ipocrisia olimpica

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Snoop Dogg e Massimo Boldi

Colta sui social: “Quello si fuma anche la fiaccola olimpica”. Una battuta? Certo che sì, benché Snoop Dogg, rapper statunitense famoso in tutto il mondo, messaggero della cultura della cannabis,  si faccia (o si faceva) decine di canne al giorno. C’è addirittura una donna che “rolla” per lui, tale Renegade Piranha, che ha dichiarato di preparargli quotidianamente una quantità esagerata di fumo. In gioventù, il 54enne americano, è stato anche in prigione per questioni di droga. Ma oggi lo osannano, non certo o soltanto per essersi prestato come tedoforo nella lunga marcia del “sacro fuoco” verso Milano-Cortina.

Un mito, insomma;  per lui è stata riservata la traversata di Gallarate, tra gli applausi della gente, che ha scoperto la presenza del rapper soltanto all’ultimo minuto: il suo arrivo è stato silenziato per evitare il prevedibile assalto deI fans. “Giornata storica per la città” esultano gli amministratori civici. E giù salamelecchi e compiaciuti commenti per aver ospitato una stella del firmamento canoro. Insomma, più delle Olimpiadi  può una star californiana dallo slang che gli ha permesso di vendere 35 milioni di dischi.

Snoop Dogg aveva già fatto il tedoforo a Parigi, conferma della sua notorietà e di essere diventato una specie di icona del nuovo modo di fare musica, intrecciata a una vita spericolata, e anche di più. Così lo vediamo venerdì 6 gennaio a San Siro esibirsi durante il mega spettacolo inaugurale. Ci sta. Ma anche no, se pensiamo al modello che rappresenta. O invece sì, in una società che accetta tutto e fa finta di non vedere. E quando vede, serra gli occhi. E applaude senza se e senza ma i suoi idoli, veri o falsi che siano. Emarginarlo da un simile evento sarebbe stato un imperdonabile errore, avranno pensato gli organizzatori del Comitato olimpico internazionale.

Che invece hanno pensato il contrario quando, un paio di settimane fa, hanno deciso di “espellere” dalla squadra dei tedofori Massimo Boldi, comico nostrano che non ha bisogno di presentazioni. Ebbene, il “povero” Cipollino ha incautamente dichiarato in una intervista che non si intende troppo di sport, e che preferisce la f…a. Si avete capito bene, un riferimento volgare, una battutaccia comunque innocua. Se la poteva risparmiare? Boldi ha fatto il Boldi, ma per i bigottoni del Cio non sta bene. Quindi, via, fuori dal gruppo. La motivazione? “La frase risulta incompatibile con i valori olimpici e con i principi che guidano il lavoro del comitato organizzatore”. Una motivazione che chiama in causa la morale, il politicamente corretto, condanna l’ironia e chiude la bocca a chi, probabilmente, intendeva soltanto far ridere. Ma su certe cose non si può: zitti e mosca quando si tratta di Olimpiadi. Ci mancherebbe: i valori che diffondono sono intangibili, chi ci scherza sopra va sanzionato.

Siamo al ridicolo, fatecelo dire. Boldi è andato sopra le righe, ma a far ridere non è lui. E poi, scusate, i valori olimpici di rispetto, unità e inclusione sono incarnati da uno che canta “I Wanna Fuck you”, traduzione“Ti voglio sc….re”. O ancora , tra i testi delle sue proposte, c’è l’invito esplicito a “fumare erba, ogni giorno”. Ma nessuno la definisca “ipocrisia olimpica”: rischierebbe di ustionarsi con la fiaccola accesa dalla stupidità perbenista.

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