A San Siro all’apertura di Milano-Cortina anche la “gloria” novarese del bob

Novara olimpiadi oro Armano
La nazionale di bob del 1968: Mario Armano è il primo a sinistra

NOVARA – Alla cerimonia di apertura dei venticinquesimi giochi olimpici invernali, domani sera allo stadio di San Siro, ci sarà anche lui: Mario Armano, unica vera “gloria” novarese delle olimpiadi bianche e primo piemontese a vincere una medaglia d’oro alle olimpiadi della neve. Sarà in tribuna, tra gli olimpionici del passato, a un passo da celebrità di tutti i tempi.

Un ragazzo di pianura “prestato” alla neve

Armano, che a luglio compirà 80 anni, nel 1968 a Grenoble vinse una medaglia d’oro nel bob a quattro. Una splendida “anomalia” per un ragazzo di pianura, nato ad Alessandria e cresciuto a Novara, dove si era trasferito con la sua famiglia per il lavoro del padre. Un “figlio dell’Oratorio di San Martino”, popolosa parrocchia appena fuori dal centro storico.

Proprio nell’ambito delle attività oratoriane, Armano, dotato di un fisico possente, aveva bazzicato un po’ tutti gli sport, soprattutto nell’atletica leggera, con discreti risultati. «Ma da lì alle olimpiadi – ha sempre ricordato Armano – ce ne passava»

Scelto per le sue doti fisiche a 22 anni

Da militare nell’aeronautica fu aggregato alla compagnia atleti al centro sportivo di Vigna di Valle. Lì lo notò l’allenatore Ernesto D’Ilario. Guai a lasciarsi sfuggire uno capace di lanciare il disco a 42 metri, il peso a 14. E battere tutti sui 30 metri in pista. Forza e accelerazione, quello che serve per spingere il bob.

Aveva così preso parte ai campionati italiani del 1968 e aveva colpito Eugenio Monti, leggenda del bob italiano, che allora contava già sette titoli mondiali. Fu “arruolato” in nazionale, e partì per i giochi di Grenoble. Aveva 22 anni.

Una finale rocambolesca alle 2.30 del mattino

La squadra di Eugenio Monti, oltre ad Armano comprendeva il romano Luciano De Paolis e Roberto Zandonella, bellunese.

Il racconto di quella finale, disputata il 16 febbraio 1968 sull’Alpe d’Huez, è una vera e propria favola.

«In quei giorni – ricorda sempre Armano –  c’era molto caldo, tanto che la gara in quattro manches si disputò in due; continuavano a rinviare la partenza, prima alle 20.00, poi alle 24.00 e infine riuscirono a rendere la pista idonea e scendemmo alle 2.30 del mattino. Nella prima manche eravamo primi davanti all’Austria; nella seconda manche ci migliorammo guadagnando ancora 1 centesimo di vantaggio sugli austriaci che alla fine arrivarono secondi»

Novara olimpiadi oro Armano
Armano tedoforo a Novara lo scorso 13 gennaio

Nel palmares altre due partecipazioni olimpiche

Un successo inatteso ma assolutamente meritato, tant’è che Mario Armano è diventato in seguito uno dei migliori bobbisti italiani, partecipando alle successive Olimpiadi di Sapporo 1972 e Innsbruck 1976. Trovò un nuovo compagno nel talentuoso cortinese Gianfranco Gaspari, e con lui conquistò il titolo mondiale nel 1971 a Cervinia-Breuil, un titolo italiano nel 1969, un titolo europeo l’anno successivo a Cortina.

Scelto come tedoforo alla tappa novarese

Armano è stato a lungo delegato locale del Coni, ed è tutt’oggi una delle figure di riferimento dell’intero movimento sportivo novarese.

Lo scorso 13 gennaio, anche come tributo alla sua storica figura di medaglia d’oro, è stato uno degli ultimi tre tedofori a portare la fiamma olimpica nella tappa di Novara.

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