BUSTO ARSIZIO – Se n’è andato all’età di 90 anni Ezio Mascheroni, il “mago dei motori” della Cagiva che arrivò al successo in Classe 500 con il mitico Eddie Lawson nel 1992. È considerato – lo scrive la rivista specializzata inmoto.it – «uno dei più importanti motoristi che il motociclismo italiano abbia conosciuto». Il funerale avrà luogo venerdì 6 febbraio alle 15.15 nella chiesa parrocchiale di San Michele.
L’addio
Ezio Mascheroni si è spento nel sonno. «Stava bene fino a ieri – rivela Nico Cereghini, il grande telecronista di quegli anni del Motomondiale, che ha diffuso la notizia sui suoi profili social – era un valido tecnico ed era una sagoma: fin dai tempi di (Renzo) Pasolini sentivo racconti esilaranti e lui stesso era brillante e molto spiritoso». Mascheroni è stato un emblema dell’epopea della Cagiva nella Classe 500 (oggi diventata MotoGp) a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Lo chiamavano “il mago dei motori”: dopo essere stato la colonna portante del reparto corse Aermacchi, era stato il «papà di quella belva di moto che era la Cagiva 500».
Il mito Cagiva 500
Messa a punto da autentiche leggende come Kenny Roberts e Randy Mamola, la Cagiva arrivò alla vittoria nel Motomondiale nel 1992 con Eddie Lawson, primo successo di una moto italiana dopo vent’anni di dominio giapponese, e poi con John Kocinsky, che fu addirittura terzo nella classifica generale. Il patron della Cagiva Claudio Castiglioni lo stimava moltissimo e l’aveva voluto con sé sin dal debutto nella classe regina, nel 1980. Prima di fare il capo tecnico, Mascheroni era stato pilota: «Da giovane lo vedevo infilarsi di soppiatto nel suo portone di legno, davanti alla chiesa di San Michele nella sua Busto Arsizio, a cavallo dell’Aermacchi Ala d’Oro che provava su strade aperte» ricorda Alfio Crespi, segretario del Moto Club Bustese.
Giacomo Agostini e Nico Cereghini alla mostra benefica del Motoclub Bustese
