Non va bene a scuola, i genitori lo picchiano e lui chiede aiuto all’IA

Novara violenze minore famiglia

NOVARA – Lo picchiavano di frequente, almeno tre volte alla settimana. Usavano una cintura, fili di carica batterie, scopa, bastone di legno, utensili da cucina, rami di albero. Tutto per punirlo di un rendimento scolastico non all’altezza.

Per lui, un ragazzino di 15 anni, la vita in quella famiglia era diventata un vero incubo. Per questo è scappato di casa e dopo qualche ora ha chiamato il 112.

Una storia di oppressione e violenze

E’ così che è emersa una storia allucinante di oppressione psicologica e di maltrattamenti e violenze fisiche. Il ragazzo è stato raccolto da una volante che lo ha portato presso gli uffici della Questura di Novara. Qui il minore si è confidato con gli agenti raccontando di essere vittima di maltrattamenti da parte dei genitori di 54 e 42 anni, originari del Bangladesh e  residenti in città.

Subiva maltrattamenti dall’età di 6 anni

Il quindicenne molto provato diceva ai poliziotti di non voler più tornare a casa. A questo punto la Squadra mobile ha chiesto l’intervento di un esperto in psicologia  cha in un colloquio ha aiutato il ragazzo a raccontare nei dettagli quanto era accaduto. Si è chiarito così che questo atteggiamento dei genitori,  molto esigenti dal punto di vista scolastico, sarebbe cominciato da tempo, già dalle scuole elementari quando il ragazzino aveva 6 anni.

Le domande ad una app di intelligenza artificiale

La vittima si sarebbe decisa a contattare la Polizia di Stato dopo essersi confidato con i genitori di un suo amico. Ma è emerso anche un particolare che rivela un aspetto di grande solitudine: il ragazzo si è rivolto anche a una nota app di intelligenza artificiale che, a seguito dell’interrogazione avrebbe risposto che “nessuno deve essere menato” e che “non era una situazione normale”.

E’ stato affidato ai servizi sociali

Immediatamente sono stati sentiti l’amico del ragazzo che lo accompagnava e il padre di quest’ultimo, che hanno confermato la sua versione. Il minore è stato affidato ai servizi sociali ed i genitori sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per il reato di maltrattamenti.

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