Legnano, la rete di primo soccorso entra nelle scuole. Ma servono fondi per i corsi

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LEGNANO – Al via a Legnano una raccolta fondi per formare bambini e ragazzi sul primo soccorso a scuola. I fondi serviranno per coprire le spese dei materiali necessari all’associazione Sessantamilavitedasalvare Altomilanese Odv (nella foto, allo spettacolo del cuore di sabato scorso al Teatro Tirinnanzi) per insegnare gratuitamente le basi del primo soccorso nelle scuole elementari e medie legnanesi con i suoi volontari. La raccolta fondi è on line a questo link, tutti possono partecipare anche con una piccola cifra.

La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si è impegnata a versare il 30% dell’importo del progetto non appena sarà raggiunto il 70% della raccolta fondi. La banca ha scelto non solo di promuovere e sostenere l’iniziativa, ma di coprire anche i costi di formazione dei partecipanti e di iscrizione alla piattaforma ideaginger.it per la pubblicazione online della raccolta fondi.

Obiettivo da 5 a 8 mila euro

La cifra da raccogliere è di 5.000 euro per formare 500 studenti della primaria e secondaria di I livello delle Scuole Bonvesin de La Riva e Rodari, se si raggiungeranno i 7.000 euro si aggiungeranno anche le classi quinte del liceo Galileo Galilei. Con altri mille euro raccolti in più si provvederà ad installare un defibrillatore disponibile 24 ore su 24 nei giardini di via Guerciotti, e metà strada tra l’istituto Bonvesin e il liceo, a servizio delle scuole ma anche di tutti i cittadini.

Portare la cultura della prevenzione e del primo soccorso direttamente nelle scuole, partendo dai più piccoli e accompagnando i ragazzi fino alla soglia dell’età adulta: questo il cuore del progetto che si vuole realizzare negli istituti del territorio, con un percorso educativo differenziato per età e costruito per rendere bambini e ragazzi parte attiva della catena del soccorso. A supporto delle attività servono manichini da utilizzare e in classe si prevede di distribuire strumenti didattici, come cartonati interattivi collegati a un’applicazione che simula l’uso del defibrillatore, libretti di partecipazione per ogni alunno, un segnalibro simbolico e materiali pensati per accompagnare il percorso lungo tutti gli anni della scuola primaria e secondaria. È per questo che servono i fondi, mentre i volontari si occuperanno della formazione in classe.

Formare minori in supporto agli adulti

«Il senso profondo dell’iniziativa – spiega Luca Cantarella, vicepresidente di Sessantamilavitedasalvare Altomilanese Odv – sta proprio nell’idea che chi può intervenire può fare la differenza. In alcune situazioni di emergenza, infatti, la persona presente sul posto non è un adulto formato, ma un bambino o un ragazzo, che era affidato a lui. Per questo il progetto punta a fornire strumenti semplici, concreti e adatti alle diverse fasce d’età, affinché anche i più giovani sappiano riconoscere un’emergenza, attivare correttamente i soccorsi e, quando possibile, intervenire».

Il progetto avrà un doppio obiettivo: formare gli studenti e, allo stesso tempo, trasformare la scuola in un moltiplicatore di conoscenza. I materiali lasciati agli istituti permetteranno infatti agli insegnanti di declinare i contenuti come riterranno più opportuno e di trasmetterli anche ad altre classi, con o senza la presenza dei formatori. L’idea è che ogni classe possa tornare sul tema nel tempo, adattandolo alla propria crescita.

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