GALLARATE – Due anni dopo, riesplode il caso sulle tariffe delle compartecipazioni a carico delle famiglie per i servizi rivolti ai disabili maggiorenni. «Sono in difficoltà», ha denunciato ieri sera, 9 febbraio, in Commissione Welfare il consigliere comunale Margherita Silvestrini (Pd). Portando sul tavolo un caso concreto, il più eclatante: «Un disabile che l’anno scorso pagava 9.200 euro, ora gliene sono stati chiesti 28mila. Stiamo parlando di una persona che ha un reddito massimo di 10mila euro e ne spende 900 soltanto di farmaci. E dire che il sindaco Andrea Cassani aveva promesso che nessuno sarebbe stato lasciato indietro».
Deroga illegittima
Ma cosa è accaduto? Da quanto emerso in Commissione, la quiete che era calata sulla vicenda è dovuta dalle deroghe individuali varate dal dirigente nel 2024 e da una deroga più generale risalente allo scorso anno che di fatto ha calmierato le tariffe. Ma ora il dirigente del settore Welfare è cambiato, e le parole del subentrante durante la riunione sono state inequivocabili: «A seguito di un approfondimento è emerso che questa deroga generalizzata non andava bene. Un funzionario non può applicare una deroga sulle tariffe, quindi bisogna applicare la tariffa approvata dalla giunta», dunque la manovra delle tante polemiche approvata nel 2024. Senza reinterpretazioni. A ciò si aggiunge il problema della liste di attesa: sono 15 i disabili in attesa di compartecipazione – «che è un diritto», hanno ricordato le opposizioni – di cui 2 domande risalenti addirittura a 4 anni fa.
Il dibattito
«Queste tariffe stanno piegando in due le famiglie: non ce la fanno», ha detto Silvestrini. «L’algoritmo non funziona: rivediamolo. Stiamo costringendo gli utenti ad andare per avvocati, innescando così una diatriba legale che peserà economicamente ancora di più sui più deboli». Cesare Coppe (Città è Vita) ha definito assurdo «addossare la responsabilità a un dirigente che non c’è più». E ha aggiunto: «Già due anni fa avevamo contestato la durezza di quelle tariffe. Se ci sono delle responsabilità, sono politiche. Il problema è evidente e ora vanno trovate le soluzioni». Secondo Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune Gallarate), «la manovra tariffaria ha partorito queste storture. Invito l’assessore ai Servizi Sociali Chiara Allai a essere incisiva in giunta alla ricerca di una soluzione. Ma non mediante trattative private con le famiglie come due anni fa, non si può sentire. Serve un trattamento equo per tutti». La componente dell’esecutivo Cassani ha assicurato che «c’è attenzione sul tema», ma in maggioranza non sembra esserci armonia di intenti. Allai lo ha detto chiaramente: «Ho portato il mio disappunto su alcune tematiche, ma alla fine si è deciso di continuare su quella manovra. Sarà mia premura portare ancora la problematica in giunta».
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