Non siamo sorpresi dal plateale gesto di Isabella Tovaglieri, che al parlamento europeo strappa l’immagine dell’ayatollah Khamenei per protesta contro la sanguinosa repressione iraniana. Tovaglieri non è nuova a prese di posizione di questo genere in funzione antislamica, se ne era resa protagonista in altre occasioni anche se all’esterno di luoghi istituzionali che conferiscono maggiore sostanza alle sue azioni, a cominciare dal prestigioso emiciclo di Strasburgo. Una sostanza politica, non soltanto ideologica, che chiama in causa l’appartenenza partitica di chi si rende autore di simili interventi. Nel caso in questione, la Lega di Matteo Salvini, che attorno ad alcuni temi sembra approcciarsi con atteggiamenti meno tranchant rispetto al passato. E non ci sembra sia soltanto una tattica.
La questione islamica non può lasciare indifferenti, soprattutto non si può archiviare la tremenda reazione del regime teocratico di fronte alla richiesta di libertà e di democrazia. Una situazione che sembra essere stata messa in secondo piano dall’Occidente, in primo luogo nel nostro Paese: finita l’onda emozionale dei massacri della popolazione, l’indignazione e la rabbia del momento, si è subito andati oltre. Isabella Tovaglieri richiama alle proprie responsabilità tutto il mondo politico, girandole però sulle spalle della sinistra, pronta a scendere in piazza per difendere la Palestina e condannare Israele per le stragi di Gaza, disattenta a quanto è accaduto e sta accadendo a Teheran. Accuse che però spostano su un altro piano, quello della solita contrapposizione partitica, la denuncia dell’europarlamentare e un po’ la svuotano nel merito.
La sinistra, certo, ma, per dirla tutta, anche la maggioranza governativa, che non pare abbia tra le sue priorità la condanna del regime teocratico iraniano. Fa più notizia il caso Pucci a Sanremo (ne ha parlato con partecipazione persino Giorgia Meloni) che il dramma di milioni di persone sottomesse al fuoco assassino degli ayatollah. E allora, la scena dell’esponente leghista bustocca che urla il suo sdegno davanti ai colleghi di Strasburgo, richiama indirettamente anche Palazzo Chigi a una presa di posizione finalmente più decisa. Un discorso che acquisisce maggior valore per il fatto che espone chi l’ha pronunciato a sempre possibili ritorsioni dei fanatici che sostengono Khamenei. Non a caso le sono state indirizzate minacce inaccettabili e irriferibili, da rispedire con rabbia ai mittenti.
Alla notizia arrivata dal parlamento europeo riunito in seduta plenaria che riguarda Tovaglieri, c’è chi sottolinea come il suo intervento sia stato eccessivo, finanche imprudente. Di sicuro ha avuto il merito di riaccendere i riflettori dell’Ue su un contesto complesso e drammatico, affinché non rimanga una delle tante tragedie umanitarie in giro per il mondo, che muovono all’indignazione di un momento per poi essere oscurate da altre vicende, magari meno importanti ma più coinvolgenti per un certo immaginario collettivo.
Leggiamo delle intenzioni di Donald Trump che sposta le portaerei per ridurre a ragione e, nel caso, attaccare militarmente l’Iran. Sufficiente per tacitare le nostre coscienze? Non più tardi di qualche ore fa, l’Adnkronos ha diffuso la dichiarazione di un esponente del regime teocratico che ritiene “necessaria la repressione per purificare il Paese”. Basta questa frase per ritenere la denuncia di Isabella Tovaglieri più che mai attuale e urgente.
Tovaglieri che strappa la foto dell’Ayatollah è virale in Iran. E riceve minacce di morte
