VARESE – Attenti a quei due, verrebbe da dire dopo che il leghista Sergio Ghiringhelli ha attaccato a testa bassa: «Adesso sembra che abbiano fatto tutto loro. Ma ditemi voi chi è quell’amministratore che, in Italia, in 17 mesi di mandato riesce a programmare, progettare in via definitiva, trovare i soldi, far partire i cantieri e concluderne alcuni. Risposta nessuno. Eppure, nella conferenza stampa di qualche giorno fa convocata da Marco Magrini, sembra che abbiano fatto tutto loro il presidente e il consigliere delegato (ovvero, Fabio Passera vcr)».
Chi non ci sta a passare per “fesso” dopo aver fatto la sua parte da delegato provinciale è Sergio Ghiringhelli, consigliere provinciale che ha deciso di mettere i punti sulle “i” e di dare a “Cesare quel che è Cesare” e… a Magrini quel che resta.
«Fan tutto loro»
«A rimanere stupito non sono solo io – dice il consigliere della Lega Ghiringhelli – Anche un mio amico amministratore, a fronte della conferenza stampa, ha commentato: “Adesso sembra che abbia fatto tutto lui”. E quel lui era riferito all’attuale incaricato alle infrastrutture della Provincia di Varese Fabio Passera, ma anche al presidente».
E ancora: «Ora, a parte il fatto che nessuno in carica da circa 16 o 17 mesi seppur bravo (anche se non è scontato) possa trovare i finanziamenti, fare i progetti o appaltare un numero tale di opere. Ma, nel caso in questione quasi tutti se non la totalità di questi interventi sono il frutto del lavoro di numerosi delegati alle infrastrutture che si sono alternati negli ultimi mandati amministrativi, prima dell’attuale».
Ghiringhelli poi fa alcuni esempi, partendo dai ponti. A fine 2023 si è ultimato il censimento e dopo i 10 milioni di euro del Ministero e della Regione, gli interventi sono partiti nel 2024 e termineranno nel 2027. Su AlpTransit – si legge sempre negli spunti di Ghiringhelli – rotatorie di Angera e di Volandia, stiamo parlando di interventi che risalgono negli anni scorsi e dopo il reperimento fondi e la fase di progettazione sono maturi per vedere la realizzazione. «Stesso iter per la galleria Sasso Galletto tra Castelveccana e Laveno Mombello e per i lavori al Keynes di Gazzada: sono stati finanziati anche loro tempo prima che venisse nominato l’attuale delegato alle infrastrutture».
Inoltre: «Sono stati stanziati 6 milioni di euro per una strada sterrata (silvo pastorale) che potrà essere utilizzata solo dai mezzi autorizzati per collegare la SP 5 alla SP 6. Quando i sindaci, escluso ovviamente l’allora primo cittadino di Maccagno, avevano chiesto di utilizzare meglio quei fondi, per riqualificare la SP 5 e 6 che abbisognano di interventi importanti». Sergio Ghiringhelli poi parla della richiesta di finanziamenti al ministero per la realizzazione di 4 nuove strade. «Sto parlando della prosecuzione della Sp1 nel tratto Caravate – Laveno Mombello da 35 milioni di euro; della Variante tracciato Casalzuigno Cuvio Cuveglio SS 394, 25 milioni di euro; della SS 694 Tratto Vergiate Besozzo, altri 25 milioni di euro e interventi sulla sp 50 dir. da 25 milioni di euro. A fronte di una mia interrogazione mi è stato risposto che nulla è cambiato».
Magrini sta cancellando la Provincia
Ghiringhelli poi attacca il presidente Magrini: «A lui invece si possono intestare la liquidazione della Patrimoniale; la vendita dell’archivio di Stato (memoria storica e testimone delle nostre radici); la cessione a privati della funivia di Laveno; la fine della gestione di Santa Caterina da parte della Provincia; la proposta di uscita da Fondazione Minoprio (per il momento stoppata dal sottoscritto e dalle minoranze); l’autogol sulla proposta del gestore unico dei rifiuti provinciale, di fatto respinta dai comuni e lo stato di agitazione dell’Agenzia Formativa».
Il piede in due scarpe
L’ultima stoccata (anche se non è la prima volta) è per Forza Italia: «I forzisti devono onorare l’alleanza di centrodestra e devono cancellare il patto con il Pd provinciale che di fatto ha consegnato al Partito Democratico le chiavi di Villa Recalcati. Non esiste che si sta con il centrodestra al Governo nazionale, in Regione o in tanti Comuni e con la sinistra in Provincia».
