CASTANO PRIMO – «Non ho aperto perché il citofono è rotto»: è la scusa addotta da un giovane agli arresti domiciliari ai Carabinieri che verificavano la sua presenza al proprio domicilio. Peccato che il citofono, come hanno poi constatato gli stessi militari, funzionava perfettamente: si trattava di una scusa, piuttosto maldestra, per coprire il fatto che il giovane in realtà non era a casa in quel momento.
Nella circostanza di un altro controllo, lo stesso – un 24enne italiano di origine rom agli arresti domiciliari a Castano Primo per reati contro il patrimonio – ha raccontato ai Carabinieri di non aver aperto la porta perché aveva la televisione accesa ad alto volume e non aveva sentito il campanello. Altra scusa inventata, altra violazione dell’obbligo di non lasciare l’abitazione.
Per il giovane è così scattato la scorsa settimana l’arresto per evasione dai domiciliari, con il conseguente trasferimento in carcere a Busto Arsizio.
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