Provincia, i sindacati: «Calpestati i diritti dei dipendenti. Pronti ad azioni legali»

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Rsu e rappresentanti sindacali a Villa Recalcati

VARESEUn’assemblea con presidio in programma a marzo e azioni legali pronte a partire. A Villa Recalcati i sindacati sono sul piede di guerra. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata chiusura della contrattazione a fine 2025, con una pre-intesa a cui non hanno fatto seguito adempimenti ufficiali. Rsu, Fp Cgil, Cisl Fp dei Laghi, Uilfpl e Alcobas hanno fatto il punto della situazione stamattina, mercoledì 25 febbraio, in Provincia. 

La pre-intesa saltata

A entrare nel cuore della vicenda Davide Farano della Fp Cgil. «È il secondo anno che la contrattazione salta. Dopo i mancati accordi del 2024 siamo giunti alla fine del 2025, il 23 dicembre, alla firma di una pre-intesa con la Provincia, che andava formalizzata entro il 31 dicembre. Ma questa cosa non si è concretizzata e in questo modo perdiamo per il secondo anno di fila, per responsabilità della Provincia, la contrattazione decentrata dei dipendenti». Per i lavoratori dell’ente si tratta innanzitutto di un danno economico: la pre-intesa prevedeva lo stanziamento di 90mila euro per le progressioni orizzontali che avrebbero coinvolto un’importante fetta di dipendenti con avanzamenti di carriera, oltre ad altri impegni come l’introduzione del welfare aziendale tramite la piattaforma elettronica per la somma di 140mila euro, risorse da dividere per tutti in parte uguale. «La cosa più assordante in questo momento – aggiunge Farano – è il silenzio della Provincia che da dicembre non ci ha mai convocato e non ci ha mai risposto. È francamente intollerabile». Attualmente i dipendenti della Provincia sono circa 370. «È un ente che perde pezzi di professionalità tutti i mesi ormai da anni, un’emorragia su cui qualche dirigente dovrebbe farsi qualche domanda. Il turnover è assolutamente in segno negativo e non si riesce a supplire in nessun modo. I colleghi della parte informatica hanno vissuto un depauperamento dell’organico che non permette loro di portare avanti l’attività ordinaria nei tempi ordinari di lavoro. Non vediamo nessuna scelta politica in senso opposto».

Pronti ad azioni legali

I sindacati si dicono pronti a rispondere valutando azioni legali, relative non solo al tema della contrattazione. Nel dettaglio è entrato Giuseppe Jursich di Al Cobas. «La prima azione è relativa alla perdita di chance per realizzare progressioni economiche e riguarda tutti i dipendenti che hanno requisiti per partecipare alle progressioni orizzontali». Quindi il tema del cambio di contratto per 25 dipendenti dell’Agenzia Formativa, che scatterà dal primo marzo come annunciato settimana scorsa in conferenza dal presidente Magrini. «Ma a noi non sono giunte comunicazioni», lamentano i sindacati. Da dipendenti di Provincia diventeranno ufficialmente dipendenti dell’agenzia: dal punto di vista contrattuale non cambierà nulla, ma i sindacati sottolineano che dal punto di vista normo-giuridico questi lavoratori perderanno lo status di dipendente pubblico e quindi la catena di diritti che ne discende. «Pensiamo a un’azione legale – ha spiegato Jursich – per impugnare questo trasferimento coatto: ci sono i presupposti. Al momento quasi la metà dei dipendenti intendono ricorrere a un percorso di mobilitazione legale».

Assemblea il 9 marzo 

I sindacati si mobiliteranno anche con un’assemblea, in programma il 9 marzo, a cui farà seguito un presidio. «Quello che doveva fare l’ente è qualcosa che fa qualsiasi comune,  anche il più piccolo – sottolinea Antonio Lenzi della Cgil – non erano richieste fuori dal normale. Troviamo incredibile che non sia stato fatto». Per Gianluca Firrisi della Uil «la Provincia deve assumersi le sue responsabilità e dare risposte concrete ai lavoratori». Jacopo Esposito della Cisl descrive un clima che non ha favorito la relazione sindacale. «Da quasi un triennio tutte le nostre proposte sono rimaste disattese. C’è stata un’incapacità di gestire non solo le relazioni sindacali, ma soprattutto di valorizzare il capitale umano che questa provincia ha». Infine Antonio Durante della Uil Fpl. «È arrivato il momento che qualcuno in provincia si assuma le sue responsabilità, a cominciare dalla parte politica fino alla dirigenza. Entrambi hanno dimostrato di non essere all’altezza. È inaccettabile quello che è successo».

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