Riccardo Muti cittadino onorario di Novara: «Non perdete i giovani»

Novara Muti cittadinanza Conservatorio
Il sindaco Canelli consegna la pergamena della cittadinanza onoraria al maestro Muti

NOVARA – Un cerchio che si chiude, un legame lungo quasi sessant’anni che diventa indissolubile. Da ieri, il Maestro Riccardo Muti è ufficialmente cittadino onorario di Novara. La consegna del riconoscimento è avvenuta ieri sera, mercoledì 4 marzo, nella cornice del Teatro Coccia, durante una giornata dedicata alle celebrazioni per il trentennale del Conservatorio “Guido Cantelli”.

Il ritorno del “giovane Riccardo”

Non è un riconoscimento formale, ma il suggello di una storia iniziata nel lontano 1967. All’epoca, un giovanissimo Muti arrivò a Novara per partecipare al Premio Guido Cantelli, diventando il primo italiano a vincere il prestigioso concorso internazionale. Quella vittoria fu il trampolino di lancio verso i podi più prestigiosi del mondo.

«Era il 1967 quando Muti si aggiudicò il premio, dando il via a una carriera straordinaria», ha ricordato il sindaco Alessandro Canelli consegnando la pergamena che presenta le motivazioni della cittadinanza onoraria, votata all’unanimità dal consiglio comunale. Un legame ribadito anche nel 1993, quando fu proprio il Maestro, alla guida della Filarmonica della Scala, a inaugurare il rinnovato Teatro Coccia.

La lezione-concerto: «Fate in modo che nessuno vada perduto»

Più che una cerimonia, quella al Coccia è stata una vera e propria immersione nella musica viva. Muti ha tenuto una lectio magistralis ai ragazzi del Conservatorio, culminata in una lezione-concerto sulla sinfonia “L’Incompiuta” di Schubert.

Davanti a una platea attenta, il Maestro ha diretto 70 studenti dell’orchestra del Cantelli, trasformando il palco in un laboratorio di cultura e passione. Proprio ai giovani è stato rivolto il passaggio più toccante della serata. Muti, rivolgendosi alle istituzioni e al pubblico, ha lanciato un appello accorato: «Fate in modo che nessuno di loro vada perduto».

Un invito a non disperdere il talento, a investire sul futuro di chi ha scelto di dedicare la vita all’arte, proteggendo quel patrimonio umano che rappresenta il futuro culturale del Paese.

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