«Non morirò così»: la storia di Sofia in un podcast che rompe i silenzi sulla violenza

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Negli studi di Chora Media la registrazione del podcast

NOVARA – Trentacinque anni di abusi, silenzi e paura, prima della rinascita. La storia di Sofia (nome di fantasia), accolta nel 2022 in una struttura protetta in provincia di Novara, diventa oggi un potente strumento di sensibilizzazione. L’8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, debutta su tutte le principali piattaforme di streaming “Non morirò così”, un podcast di giornalismo narrativo che scava nelle dinamiche profonde della violenza domestica.

Il coraggio di Sofia

Prodotto da Chora Media e promosso dal progetto Libere di volare (con il sostegno di Fondazione Cariplo), il podcast non si limita a raccontare la cronaca, ma entra nell’intimità di una vita segnata da violenza psicologica, fisica, sessuale ed economica. Sofia, nata negli anni ’70, ha vissuto un incubo iniziato con i primi “campanelli d’allarme” durante il fidanzamento e culminato nel 2022 con un ricovero in ospedale e l’attivazione del Codice Rosa.

«Sono disposta a raccontare per dire a chi ha sofferto che dentro ognuno di noi c’è sempre un guerriero», spiega Sofia, che oggi ha scelto di trasformare il suo dolore in un messaggio di speranza. Fondamentale, nel suo percorso, è stato il supporto del figlio maggiore e l’incontro con i centri antiviolenza del territorio.

Un’indagine tra esperti e territorio

Il progetto, ideato dalla giornalista Elisa Bertoli, si articola in cinque episodi (uno al giorno dall’8 al 12 marzo). Oltre alla voce di Sofia, il podcast ospita interventi di esperti di calibro nazionale, tra cui il giudice della Cassazione Paola Di Nicola Travaglini e la criminologa Francesca Garbarino.

Forte il legame con il territorio novarese e del Ticino: tra i contributi figura infatti quello di Ivan Piana, educatore referente del CUAV (Centri per Uomini Autori di Violenza) di Castelletto Ticino, a testimonianza di un approccio che guarda al fenomeno a 360 gradi, includendo anche il lavoro di recupero con chi la violenza la agisce.

Il progetto “Libere di volare”

Il podcast è solo la punta di un iceberg di un impegno più ampio. L’associazione La Nuova Gerusalemme, attraverso il progetto “Libere di volare”, ha già coinvolto oltre 1.700 studenti e un migliaio di cittadini in percorsi di prevenzione. «Volevamo un racconto che non semplificasse», dichiara l’autrice Elisa Bertoli. «La violenza domestica è fatta di anni di controllo e solitudine. Partire dalla voce di Sofia significa restituire verità a un fenomeno spesso ridotto a mera retorica».

Come sostenere l’iniziativa

Parallelamente al lancio del podcast, è stata attivata una raccolta fondi sul sito www.liberedivolare.it per sostenere le attività di aiuto e prevenzione. Sullo stesso portale è possibile scaricare gratuitamente l’ebook “Le mie nuove ali”, che raccoglie la testimonianza scritta di Sofia.

In un’Italia dove oltre 60mila donne ogni anno contattano un centro antiviolenza, “Non morirò così” si pone come un invito perentorio a non voltarsi dall’altra parte e a riconoscere, per tempo, i meccanismi di un abuso che può essere sconfitto.

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