BUSTO ARSIZIO – Il festival BA Classica al via tra gli applausi con la performance dell’Orchestra sinfonica del Conservatorio di Milano diretta da Alessandro Bombonati che conquista il teatro Sociale. «È il terzo festival culturale dall’inizio dell’anno», come lo definisce l’assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli, e si appresta ad offrire alla città «dieci giorni di musica non stop» di grande qualità. E Giovanni Mazzucchelli, presidente dell’associazione musicale Rossini che organizza la rassegna, invita il pubblico a «lasciarsi trasportare» dalla musica.
La “intro”
È la nona edizione per BA Classica e Manuela Maffioli rimarca che «se a Busto Arsizio la musica classica può non dirsi musica di nicchia ma “di casa” è grazie a questo festival» che conduce i bustocchi lungo «un percorso estetico ed estatico ma soprattutto di conoscenza». Lo ribadisce anche Giovanni Mazzucchelli, sostenendo che BA Classica «ci fa capire mai come quest’anno che la musica classica è una musica viva». Che si evolve e che è sempre più a disposizione di tutti. Di certo lo è a Busto Arsizio grazie all’impegno della “Rossini” e dell’ amministrazione e al «sostegno prezioso degli sponsor», lo sottolinea Maffioli, che sostengono il festival.
Gli applausi

In sala non c’è il pienone, ma fin da subito l’Orchestra sul palco fa capire che gli assenti hanno torto. L’intensa interpretazione della celeberrima ouverture rossiniana – omaggio all’associazione musicale che propone il festival – de “La Gazza Ladra” scatena un primo, caloroso applauso del pubblico del “Sociale”. «Sono ragazzi che hanno scelto di fare della musica la loro professione» li aveva introdotti così Giovanni Mazzucchelli, patron della “Rossini”, prima che salissero sul palco il direttore Alessandro Bombonati e il primo violino Silvia Borghese.
Il programma
Già da oggi, 6 marzo, si entra nel vivo di un programma ricco e di qualità: alle 21, a Villa Ottolini Tosi, si esibisce Francesco Libetta con il suo clavicordo. «Ogni concerto – spiega Mazzucchelli – ha un suo fascino e una sua ragion d’essere e non bisogna spaventarsi di fronte a compositori non conosciuti. Saranno gli interpreti a guidarvi nella comprensione. Lasciatevi trasportare e conquistare». Anche quest’anno il programma messo a punto dalla “Rossini” è quanto mai variegato e ampio, con ben 14 concerti in 10 giorni. Spazia «dalla polifonia cinquecentesca fino alla contemporaneità più viva», con nomi di primissim’ordine del panorama internazionale. E proietta Busto Arsizio, ancora una volta, nell’olimpo della musica classica.
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