BUSTO ARSIZIO – C’è voluto l’intervento dei vertici regionali di Lega e Fratelli d’Italia per disinnescare l’ira funesta del sindaco Emanuele Antonelli nei confronti della Lega, dopo l’uscita spericolata del segretario provinciale Andrea Cassani nei suoi confronti. Sono stati i coordinatori regionali dei due partiti, Massimiliano Romeo per il Carroccio e Carlo Maccari per i “Fratelli”, a stemperare le tensioni sul rimpasto della giunta Antonelli che rischiavano di travolgere la coalizione che governa a palazzo Gilardoni. Ora il riassetto dell’esecutivo è congelato.
Il caso è chiuso
«Cassani? È un giovane ragazzo che vive di politica. Mi fa pena». Il sindaco Antonelli taglia corto e si limita a queste poche, taglienti, parole per aggirare la polemica innescata dall’intervento a gamba tesa del segretario provinciale della Lega per blindare le tre poltrone in giunta in quota Carroccio e poi proseguita con il botta e risposta tra Cassani e il sindaco di Busto. È stato l’intervento da “pompiere” di Andrea Pellicini, presidente provinciale di Fratelli d’Italia – che ha “bacchettato” Cassani invitandolo a «moderare i toni e mostrare rispetto per gli alleati» – a chiudere il caso, al termine di un giro di telefonate che ha coinvolto anche i responsabili regionali di Fratelli d’Italia (Maccari) e Lega (Romeo), impegnati in questi giorni sui due già abbastanza caldi fronti elettorali della campagna per il Sì al referendum del 22 e 23 marzo e delle trattative per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
Rimpasto? Congelato
A questo punto, come già nel settembre del 2024 ai tempi del primo rimpasto del secondo mandato da sindaco di Antonelli, la Lega riesce a salvare i propri tre posti in giunta – in particolare quello dell’assessore al bilancio Alessandro Albani che era il più a rischio – e a Fratelli d’Italia tocca rinunciare al secondo assessore, nuovamente accarezzato solo per poco. Un altro rospo da ingoiare per il circolo bustocco dei meloniani, che aveva sollevato un tema di rappresentatività proporzionata ai numeri con un gruppo consiliare ormai diventato extra large dopo l’ultimo innesto di Emanuele Fiore. Così il rimpasto appare congelato. Almeno per ora, anche se a un anno e pochi mesi dalla tornata amministrativa del 2027 i tempi per un riassetto dell’organigramma di governo di palazzo Gilardoni iniziano a stringere. Sempre che i “Fratelli” delusi di Busto non abbiano intenzione di alzare la voce per far cambiare idea ai propri livelli più alti e che Forza Italia, che aveva tirato indietro la propria candidatura ad un ingresso in giunta prima dell’avvio del tavolo di trattativa, non abbia un ripensamento. Perché se fossero due i posti da rimettere in discussione il tavolo del centrodestra potrebbe anche doversi riaprire.
Bufera rimpasto, Pellicini (FdI): «Cassani mostri rispetto o ci saranno conseguenze»
