NOVARA – E’ stato uno dei temi più accesi di confronto tra maggioranza ed opposizione nell’aula consiliare di Palazzo Cabrino, e adesso potrebbe spostarsi nelle aule di tribunale.
Stranieri esclusi dal voto per le consulte di quartiere
La vicenda è quella del regolamento per l’elezione delle consulte di quartiere. Scritto a più mani con un lavoro durato due anni, è rimasto assolutamente bipartizan fino al momento del voto definitivo in aula.
La maggioranza all’ultimo momento e a sorpresa, decise di modificare il testo nella parte in cui viene definito il diritto di voto.
Partecipazione limitata
Invece dei cittadini residenti a Novara e di almeno 16 anni di età senza altra specificazione, il centrodestra aveva voluto specificare che possono votare solo i cittadini italiani o di un Paese dell’Unione europea.
Una decisione che di fatto ha escluso dai giochi quasi il 20% dei residenti e che aveva suscitato una forte reazione da parte dei gruppi del centrosinistra. Che anche a valle del voto avevano sottolineato come l’esclusione avesse di fatto aumentato l’astensione al voto.
A Biella è accaduto qualcosa di simile
Qualcosa di molto simile era accaduto anche in un altro capoluogo di provincia piemontese, a Biella.
Anche qui la maggioranza guidata dal sindaco di Fratelli d’Italia Marzio Olivero aveva deciso l’esclusione dei cittadini extracomunitari dal voto e dalle candidature per i consigli di quartiere, pur avendo il regolamento, in analogia a Novara, permesso la partecipazione ai residenti a partire dai sedici anni.
L’azione legale dell’opposizione biellese
A Biella la consigliera Marta Bruschi, già candidata sindaco della coalizione di centrosinistra e appartenente al gruppo “Biella C’è”, ha presentato un ricorso in tribunale per discriminazione contro il Comune,. Con lei alcuni residenti stranieri (provenienti da paesi come Siria, Ucraina, Stati Uniti e Australia) e all’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione.
Il ricorso chiede la modifica del regolamento comunale e un risarcimento simbolico sia per i cittadini extracomunitari cofirmatari (la proposta dei legali è di 800 euro ciascuno) che per l’ associazione (ottomila euro).
Secondo i ricorrenti l’esclusione andrebbe a collidere con alcune leggi nazionali, come l’articolo 2 del Testo Unico sull’immigrazione: «Lo straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato gode dei diritti in materia civile attribuiti al cittadino italiano».
E l’articolo 8 del Testo Unico degli enti locali: «I Comuni anche su basi di quartiere o di frazione valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale». Infine si violerebbe la Convenzione Europea sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale.
Non si toccano i risultati elettorali già acquisiti
Non verrà invece chiesto di cancellare i risultati delle elezioni di qualche mese fa. «Per il rispetto dell’impegno dei cittadini che hanno partecipato»
Secondo i promotori del ricorso, l’esclusione dal voto dei cittadini immigrati violerebbe il Testo Unico sull’immigrazione e la Convenzione Europea sulla partecipazione dei cittadini stranieri alla vita pubblica locale.
La causa sarà discussa in tribunale a Biella il prossimo 6 giugno.
Anche a Novara si studia il caso
L’iniziativa assunta all’ombra del Mucrone ha attratto l’attenzione anche dell’opposizione di Novara, la cui protesta per questa scelta era rimasta finora limitata al dibattito politico. La vicenda biellese potrebbe ora rappresentare un precedente importante e riaprire il confronto anche sul territorio novarese in una chiave questa volta giudiziaria.
Secondo quanto apprende Malpensa24 il capogruppo del Partito Democratico Nicola Fonzo ha intenzione di raccogliere tutte le informazioni del caso sull’iniziativa assunta a Biella e di approfondirne i contenuti. Nessuna decisione, ovviamente, è stata ancora assunta e il percorso è appena agli inizi. Ma nelle prossime settimane potrebbero non mancare sviluppi interessanti.
