Golasecca, lo sfogo del sindaco: «Casa Bandinelli non si recupera con gli slogan»

GOLASECCA – È polemica a Golasecca su Casa Bandinelli a Golasecca. La nuova lista civica Le Rondini, guidata da Gianni Bullo, nei giorni scorsi è tornata alla carica sugli alloggi da recuperare, denunciando lo stato d’abbandono. Attacco a cui risponde direttamente il sindaco Claudio Ventimiglia: «La verità è che non si recupera con gli slogan», scrive in una nota. «Ma con una gestione competente, con risorse da reperire, con manutenzioni da programmare e con strumenti amministrativi adeguati». E affonda: «È esattamente ciò che questa amministrazione sta facendo».

Cosa succede a Casa Bandinelli?

L’amministrazione comunale ritiene necessario «ristabilire con chiarezza la verità dei fatti», si legge nella nota. «È facile, in campagna elettorale, riscoprire temi complessi e trasformarli in slogan. Più difficile è amministrare davvero, assumersi responsabilità, trovare soluzioni sostenibili e tradurle in atti concreti». Chi oggi denuncia «con enfasi» la presenza di alloggi sfitti, dice, «dovrebbe prima di tutto spiegare perché una situazione tanto complessa venga raccontata in modo cosi superficiale. Parlare genericamente di immobili vuoti e di famiglie in attesa di una casa può forse servire a costruire un titolo ad effetto, ma non basta a governare un patrimonio pubblico né a risolvere un problema abitativo reale». Quindi mette sul tavolo «la verità», ovvero che «il Comune non ha ignorato affatto la questione». Al contrario, «proprio in questi giorni è stata portata all’esame del consiglio comunale la convenzione con Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio, cioè un atto amministrativo concreto e strutturale finalizzato a dare finalmente una gestione professionale, tecnica e specialistica agli alloggi comunali». Non si tratta di «una scelta di facciata», ma – affonda – «di un passaggio serio, destinato a incidere sulla gestione complessiva di 24 alloggi, di cui 16 in via Matteotti e 8 in vicolo ai Colli».

La nota del sindaco

Ecco il resto integrale della nota diffusa dal sindaco:

Chi riduce tutto alla formula “appartamenti vuoti da anni” omette un dato essenziale: molti di quegli immobili non sono immediatamente assegnabili, perché necessitano di interventi di recupero, manutenzione straordinaria e ristrutturazione che richiedono risorse, programmazione e competenze tecniche specifiche. Non si tratta dunque di un problema risolvibile con una dichiarazione elettorale o con una presa di posizione da comizio. Si tratta di una questione amministrativa seria, che impone capacità gestionale, copertura finanziaria e strumenti adeguati. È esattamente per questo che l’Amministrazione ha scelto di rafforzare il rapporto con ALER.

Va inoltre ricordato, per onestà verso i cittadini, che all’ultimo bando del 2023 risulta aver partecipato un solo residente, cui è stato assegnato un alloggio. Anche questo dato dimostra quanto sia scorretto alimentare una narrazione sommaria e propagandistica, come se ci si trovasse di fronte a una semplice inerzia amministrativa. La realtà, invece, è molto più complessa e richiede strumenti organizzativi e tecnici che vadano ben oltre l’indignazione di circostanza. La nuova convenzione con ALER ha proprio questa finalità: consentire al Comune di avvalersi di un soggetto che possiede competenze specifiche nella gestione dei Servizi Abitativi Pubblici, nella manutenzione, nel recupero degli immobili, nella gestione delle morosità e nell’intercettazione di canali di finanziamento dedicati.

Il Comune resta proprietario degli immobili e mantiene il governo delle scelte; ALER fornisce invece quel supporto tecnico-specialistico che una struttura comunale di dimensioni contenute non può realisticamente garantire da sola con pari efficacia. La bozza predisposta richiama in modo chiaro proprio questo ruolo operativo e tecnico, anche con riferimento alla manutenzione straordinaria e alla direzione degli interventi. Chi oggi usa Casa Bandinelli come bandiera elettorale dovrebbe avere l’onestà di dire ai cittadini anche un’altra verità: gli alloggi popolari non si assegnano per slogan, per simpatia o per volontà estemporanea di un candidato. I Servizi Abitativi Pubblici sono disciplinati da regole precise, graduatorie, requisiti e procedure. La gestione del bisogno abitativo non può essere piegata a una polemica da campagna elettorale, soprattutto quando si parla di famiglie e di situazioni di fragilità che meriterebbero ben altro rispetto.

La bozza richiama espressamente il quadro della L.R. Lombardia n. 16/2016, che impone criteri rigorosi di assegnazione e gestione. Per questa ragione appare francamente singolare che si tenti oggi di presentare come “scoperta politica” un problema noto da tempo e che proprio questa Amministrazione sta affrontando con un atto amministrativo di prospettiva. Una convenzione di durata pluriennale non è un gesto simbolico dell’ultima ora: è una scelta di responsabilità, utile a non lasciare il Comune privo di una gestione tecnica proprio in una fase delicata di passaggio amministrativo. Anche questo punto è ben presente nella bozza, laddove si sottolinea che l’atto non nasce per esigenze di immagine, ma per garantire continuità e programmazione.

La differenza, in fondo, è tutta qui. C’è chi parla di emergenza per raccogliere consenso. E c’è chi lavora per costruire una soluzione amministrativa seria, tecnicamente fondata e sostenibile nel tempo. Su Casa Bandinelli, l’Amministrazione comunale non accetta lezioni da chi oggi interviene con toni allarmistici, senza indicare né le coperture finanziarie necessarie, né il percorso amministrativo concretamente praticabile, né gli strumenti tecnici indispensabili per recuperare e rimettere in funzione un patrimonio complesso. Governare significa assumersi responsabilità, non limitarsi a denunciare ciò che tutti vedono senza spiegare come si intenda realmente intervenire.

L’Amministrazione comunale rivendica quindi con chiarezza di aver scelto la via più seria: non quella delle polemiche, ma quella degli atti; non quella delle parole d’occasione, ma quella della programmazione; non quella della propaganda, ma quella della responsabilità amministrativa. I cittadini di Golasecca meritano verità, non semplificazioni. E la verità è che Casa Bandinelli non si recupera con gli slogan, ma con una gestione competente, con risorse da reperire, con manutenzioni da programmare e con strumenti amministrativi adeguati. à esattamente ciò che questa Amministrazione sta facendo.

Golasecca, «è ora di rilanciare Casa Bandinelli». Le Rondini subito alla carica

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