CADREZZATE – Elia Del Grande è ancora in fuga. Il 50enne di Cadrezzate, noto per essere stato l’autore della “strage dei fornai”, non è rientrato ieri, domenica 5 aprile, dal permesso pasquale che gli ha consentito di allontanarsi dalla casa-lavoro di Alba dove il varesotto avrebbe dovuto trascorrere sei mesi per lavorare come volontario in una mensa dei poveri.
Cadrezzate blindata
Del Grande avrebbe dovuto rientrare nel pomeriggio. Cosa mai avvenuta. L’allarme è scattato immediatamente dando il via alle ricerche che dal Piemonte si sono estese a tutto il resto d’Italia con particolare attenzione a Cadrezzate, il comune lacustre dove Del Grande è nato e cresciuto, dove il 7 gennaio del 1998 ha sterminato la famiglia uccidendo il padre, il madre e il fratello che si opponevano al matrimonio con la giovane dominicana di cui era innamorato, e dove era tornato anche dopo la prima fuga, sempre da una casa lavoro, lo scorso 30 ottobre. A Cadrezzate lo avevano infine fermato i Carabinieri del nucleo operativo di Varese e Modena e del Ros lo scorso 12 novembre. Lì si era nascosto per settimane, muovendosi di notte sul lago con il pedalò, dopo essere scappato da una casa lavoro nel modenese dove avrebbe dovuto trascorrere sei mesi per violazioni alla misura di sorveglianza speciale alla quale era sottoposto dopo aver scontato 30 anni per la “strage dei fornai”. Per aver favorito questa fuga è indagata, sia dalla procura di Modena che da quella di Varese, la compagna dell’uomo.
L’attesa per la decisione del giudice
Una volta fermato Del Grande era stato portato nella casa-lavoro di Alba dove avrebbe dovuto trascorrere altri sei mesi prima che il magistrato di sorveglianza rivalutasse la sua situazione, anche in relazione alla sua pericolosità sociale, decidendo se rimetterlo in libertà il prossimo 13 aprile, sempre con il monitoraggio della sorveglianza speciale, oppure stabilire che il 50enne avrebbe dovuto trascorrere altri sei mesi nella stessa casa-lavoro. Lo scorso 26 marzo si è tenuta l’udienza di valutazione. Il giudice si era riservato. Riserva a tutt’oggi non ancora sciolta. Ieri la fuga. Quando il 50enne fu destinato per sei mesi alla casa-lavoro nel Modenese si stava rifacendo una vita. Lavorava come giardiniere e aveva una compagna. Fu lui stesso, in occasione della prima fuga, a spiegare le sue ragioni in una lettera inviata a Varesenews: «Il mio gesto è dovuto alla totale inadeguatezza che ancora incredibilmente sopravvive in certi istituti, come le case lavoro, che dovrebbero tendere a ri-socializzare e reinserire con il lavoro, per l’appunto cosa che non esiste affatto, le case lavoro di oggi sono in realtà i vecchi OPG (gli ospedali psichiatrici giudiziari ndr) dismessi nel 2015 grazie una legge stimolata da qualcuno che ha voluto aprire gli occhi su quello scempio che era ancora in essere, cosa che non è accaduto per le case al lavoro che in realtà sono recipiente di coloro che hanno problemi psichiatrici e che non hanno posto nelle Rems».
Cadrezzate, fuga Elia Del Grande: la compagna indagata per averlo aiutato
elia del grande fuga – MALPENSA24
