LONATE POZZOLO – Fu torturato per ore fino alla morte e il corpo abbandonato in una piazzola di sosta invasa dall’immondizia a Lonate Pozzolo lungo la diramazione della superstrada 336 che dallo svincolo di Vanzaghello porta in territorio lonatese. È il delitto avvenuto il 6 maggio 2022 nei boschi di Pombia, vittima Achraf Zai, 24enne marocchino arrivato in Italia pochi mesi prima e coinvolto nello spaccio di droga.
Confermato l’ergastolo per il capo
La Corte d’Appello di Torino ha confermato le condanne inflitte in primo grado dalla Corte d’Assise di Novara per tortura aggravata dalla morte ed estorsione ai danni dei familiari della vittima. Lo riporta La Stampa. Ergastolo per Adil El Hariri, detto “Sbardila”, ritenuto capo del gruppo e attualmente latitante all’estero, e 21 anni di reclusione per Ayoub Edderdak, detto “Alui”, anche lui irreperibile. Rideterminata invece la pena per Anass Marzouk, detenuto, scesa da 20 anni a 16 anni e 6 mesi dopo accordo tra le parti.
La droga rubata
Secondo le indagini, il gruppo accusava la vittima di aver sottratto droga e denaro dopo un intervento dei carabinieri nei boschi, avvenuto nell’aprile 2022. Zai, dopo aver recuperato lo stupefacente nascosto durante la fuga, si sarebbe allontanato per mettersi in proprio.
Le torture e la morte
Per questo sarebbe stato organizzato un incontro punitivo il 6 maggio. Il giovane fu legato e picchiato per ore con calci, pugni e oggetti contundenti, fino a morire per le violenze subite. Durante il pestaggio sarebbe stata inviata una foto al padre, con la richiesta di 27 mila euro per la liberazione. Il corpo, già privo di vita, fu poi trasportato e abbandonato in una piazzola a Lonate Pozzolo. L’identificazione avvenne grazie ai tatuaggi presenti sul corpo. Le indagini, anche di tipo tecnico-scientifico, hanno consentito di ricostruire un’attività di spaccio diffusa nell’area tra Pombia e i comuni limitrofi, con 17 persone indagate.
