GALLARATE – Tra i tagli degli alberi – che già hanno fatto discutere – e l’imprevisto degli incendi divampati due settimane fa, nei residenti di Crenna cresce la voglia di intervenire per salvare il bosco. O, almeno, per contenere il più possibile eventuali danni. «A guardarlo, così, fa proprio tristezza». Lo dice Rosa Maria Zanardi, residente del rione di Gallarate e portavoce di un piccolo gruppo di cittadini che negli ultimi mesi si è messo in contatto con il Parco del Ticino. Per chiedere spiegazioni dei tagli, avere informazione dei progetti per il futuro dell’area ed eventualmente avanzare suggerimenti. Per portare avanti le proprie istanze, i cittadini avevano anche lanciato una raccolta firme. Che ora ha raggiunta quota 540 sottoscrizioni.
«Povero bosco»
«Che impressione abbiamo? Non bella. Povero bosco», spiega Zanardi. «Chiediamo, ora, che si rimettano in sesto i sentieri rovinati dal passaggio dei mezzi e che vengano ripiantumati gli alberi, oltre a riordinare l’area». Una sintesi delle proposte inviate al Parco del Ticino, attraverso una lettera. Che, in effetti, ha avuto risposta: «Dicono che ogni taglio fosse autorizzato» e che tutte le operazioni, quindi, si sono svolte secondo gli iter predisposti. Come già aveva precisato anche il sindaco Andrea Cassani, durante una delle settimanali dirette social. Il prossimo passo, quindi? «Ora abbiamo chiesto un incontro direttamente col Parco, che speriamo si possa svolgere a breve».
Le richieste
Lo scorso mese, la raccolta firme lanciata dai residenti di Crenna era intorno alle 300 sottoscrizioni. Ora il numero è salito a 540. Nel frattempo, le richieste per «limitare i danni»non sono cambiate. E, anzi, vengono ribadite. Tra queste, che il taglio del bosco «venga costantemente monitorato dai tecnici del Parco e che si verifichino e si comunichino ai cittadini le aree che ne saranno oggetto». Oppure che si faccia una «programmazione nella sua totalità in modo da non colpire alcune zone in particolare», con la condizione che «si dia tempo al bosco per rigenerarsi e che si tenga conto dell’impatto sulla fauna che viene costantemente minacciata dal rumore dei macchinari e dalla scomparsa del loro habitat». E ancora, fra i suggerimenti, anche «che si piantino querce autoctone (farnie) a rimpiazzare quelle canadesi tagliate e che le strade di accesso e i sentieri vengano ripristinati». Infine che «si adottino misure di tutela per la sicurezza dei frequentatori del bosco».
Motoseghe nei boschi di Crenna, l’allarme dei residenti: «Troppi danni»
