Cottarelli da Area Giovani: «Mondo nelle mani dei matti, ma la crisi in Iran si risolverà»

BUSTO ARSIZIO – «Quello che mi preoccupa di più è la pace mondiale: siamo nelle mani dei matti». Carlo Cottarelli, l’economista della spending review, non usa mezzi termini nel rispondere alla domanda “Quale futuro vogliamo costruire?” da cui prende spunto il festival organizzato dall’associazione Area Giovani. Anche se il tema della tavola rotonda, nell’aula magna dell’Ite Tosi di Busto Arsizio, è la crisi demografica, le tensioni geopolitiche non possono rimanere sullo sfondo: «Però i mercati azionari sono tornati ai massimi storici, significa che c’è fiducia che la crisi si risolva».

L’intervista

Quella fiducia che i giovani, sostiene il Professore, «devono farsela venire loro, casomai sono i giovani che devono dare un po’ di fiducia a noi anziani. È il loro futuro, non è più il nostro, devono rimboccarsi le maniche». E a proposito della crisi demografica, Cottarelli non ha soluzioni a portata di mano: «Non è solo un problema economico, è una tendenza generale di tutti i Paesi del mondo. In Italia è difficile conciliare il lavoro con il fare i figli, noi dobbiamo lavorare su questo».

La tavola rotonda

Al dibattito organizzato da Area Giovani, moderato da Silvestro Pascarella, il professor Cottarelli si è confrontato con l’imprenditore bustocco Michele Tronconi, già presidente di Sistema Moda Italia e autore del libro “Demografia e Destino”, con il ricercatore della Liuc Andrea Venegoni e con il presidente di Confindustria Giovani Varese Pietro Conti. «Se ci sarà meno gente che lavora rispetto agli anziani che prendono la pensione il sistema rischia di saltare – ammette Cottarelli – gli incentivi alla natalità hanno un impatto limitato sul tasso di fecondità, quello che può aiutare è un aumento della produttività. Diamoci da fare perché per ora non ci siamo riusciti». L’Italia ha anche la scure del debito pubblico sulla testa: Se vogliamo risolvere il problema del debito, bisogna crescere più rapidamente rendendo più facile fare impresa. La Spagna lo sta facendo, con meno tasse, meno burocrazia, un costo dell’energia più basso del 58% e un flusso regolare di migranti».

Le voci

Meno giovani mettono in difficoltà anche il sistema imprenditoriale che non riesce a trattenerli in azienda. «Servono ambizione e fantasia per essere attrattivi – rivela Michele Tronconi – ad esempio, incentivare i giovani con sgravi fiscali come fa il Portogallo oppure i “patti di stabilità” con l’impresa che offre una mensilità in più all’anno in cambio di una “fedeltà” contrattuale». Per il futuro, con l’intelligenza artificiale che incombe, avere i giovani in azienda è fondamentale: «Una popolazione in là con gli anni non può essere protagonista dell’innovazione tecnologica» ammette Andrea Venegoni. E Pietro Conti identifica le priorità: «Competenze, attrattività, produttività, fermento imprenditoriale sono i punti su cui concentrarsi, ma da noi anche il tema del passaggio generazionale».

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