MALPENSA – «Siamo in tempo». Procedono secondo il cronoprogramma i lavori di rifacimento della pista 35 Left dell’aeroporto di Malpensa. A fare il punto è Claudio Cuccorese, direttore delle Infrastrutture di Sea, che sottolinea come i tempi siano serrati ma sotto controllo: «Abbiamo 55 giorni di lavoro e dobbiamo riaprire la pista il 10 maggio. Fino al 9 maggio il cantiere resterà attivo». Guarda il video:
I numeri
Si tratta di un cantiere complesso, che unisce manutenzione straordinaria, innovazione e sostenibilità, con l’obiettivo di garantire a Malpensa infrastrutture all’altezza delle sfide future. Con un investimento complessivo stimato in 30 milioni di euro, vede l’impiego di circa 300 persone e 300 mezzi.
Si tratta di un intervento di grande portata, sia per dimensioni sia per complessità tecnica. «Parliamo di una pista lunga 4 chilometri e larga 60 metri, come se fossero 40 campi di calcio uno dietro l’altro», spiega Cuccorese. «È un rifacimento profondo: arriviamo a circa 70 centimetri di profondità. La vita utile di questi interventi è di circa 20 anni, quindi va fatta bene per garantire una lunga durata».
Aeroporto aperto
L’operazione si inserisce in un piano più ampio di riqualificazione delle infrastrutture aeroportuali. «Abbiamo rifatto Linate nel 2019, con la chiusura totale dell’aeroporto, la pista 35 Right nel 2021 e adesso stiamo intervenendo su quella sinistra», ricorda il dirigente di Sea. Tuttavia, rispetto agli interventi precedenti, le condizioni operative sono diverse: «Qui lo scalo resta aperto perché Malpensa ha due piste. Ma la 35L si trova tra la pista destra e il Terminal 1: ciò significa che deve essere attraversata e il cantiere va gestito per fasi. Non può essere completamente isolato, e questo comporta difficoltà operative che stiamo affrontando e gestendo». I numeri dicono che Malpensa non ne sta risentendo: con una sola pista aperta si registrano circa 530 movimenti al giorno, soltanto il 10 per cento in meno rispetto alla media del periodo di 590.
Innovazione e sostenibilità
Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale. «Tutto il materiale demolito viene completamente riciclato e riutilizzato», sottolinea Cuccorese. «Viene impiegato per nuovi materiali di pavimentazione, come misti cementati e conglomerati bituminosi». Una scelta resa ancora più efficace dalla logistica del cantiere: «Gli impianti di produzione sono stati collocati a bordo pista, riducendo drasticamente gli spostamenti dei mezzi e quindi anche le emissioni».
Non mancano elementi di innovazione tecnologica. «I materiali sono sempre più performanti, ma soprattutto interveniamo sugli aiuti visivi luminosi: rifacciamo completamente l’illuminazione della pista, passando da sistemi alogeni a Led, con un sistema di monitoraggio di ultima generazione», spiega. Infine, il progetto guarda anche alla resilienza infrastrutturale e agli obiettivi europei. «Abbiamo sfruttato questo intervento nell’ambito del piano di resilienza di Malpensa: stiamo rifacendo completamente il sistema di smaltimento delle acque per renderlo sempre più efficiente. È un intervento che si inserisce nel quadro degli obiettivi europei, contribuendo al miglioramento complessivo delle performance ambientali dello scalo».
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