BUSTO ARSIZIO – C’è la folla per il 25 Aprile: le celebrazioni istituzionali della festa di Liberazione, in spirito bipartisan, richiamano sempre più partecipazione in centro. Dal corteo per la posa delle corone ai Monumenti ai Caduti alla commemorazione di fronte al Tempio civico e al palazzo municipale, quest’anno dedicata in particolare al contributo delle donne alla Resistenza, a ottant’anni dal primo voto per l’altra metà del cielo.
Le autorità presenti

In prima fila, con il sindaco Antonelli e il Prevosto monsignor Severino Pagani, ci sono l’europarlamentare Isabella Tovaglieri e la deputata (e assessore) Manuela Maffioli, ma anche la presidente del consiglio comunale Laura Rogora, l’assessore Paola Reguzzoni e il consigliere Vincenzo Marra, ma anche i consiglieri Emanuele Fiore e Orazio Tallarida, oltre a diversi rappresentanti del Pd tra il pubblico (il segretario Paolo Pedotti, il capogruppo Maurizio Maggioni e la consigliera Valentina Verga). Uno spirito bipartisan che da anni ormai – sin da quando era sindaco Gigi Farioli – caratterizza le celebrazioni della memoria in città. Tra le autorità anche i rappresentanti di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia locale, oltre alle delegazioni di Alpini (con la “colonna sonora” a cura della Baldoria) e Croce Rossa. Dietro, spuntano anche bandiere rosse e striscioni Pro-Pal, pronti per il corteo organizzato dal Comitato Antifascista dopo la commemorazione istituzionale.
Il discorso del sindaco
«La libertà è un bene che va preservato quotidianamente – le parole del sindaco Emanuele Antonelli – celebrare questo anniversario implica offrire il nostro contributo alla pace e allo sviluppo. Tutti, senza distinzioni, anche in segno di riconoscenza verso coloro che hanno combattuto per costruire le fondamenta di pace e democrazia su cui abbiamo edificato la nostra società, valori che devono essere sempre tenacemente difesi da ogni minaccia». E poi omaggia la neo-centenaria Carla Recalcati, staffetta partigiana e poi maestra alle scuole elementari Crespi, ma anche «il coraggio delle donne bustocche, a pochi passi dal Borri dove nel marzo del ’44 furono proprio le donne a scioperare».
L’omaggio alle donne
Il contributo delle donne alla lotta di Liberazione è al centro degli interventi di Liberto Losa, presidente dell’Anpi, e di Marco Torretta, presidente del Raggruppamento volontari Alfredo Di Dio – le due associazioni dei partigiani “rossi” e “azzurri” che furono protagonisti della Resistenza a Busto Arsizio – ma soprattutto dell’oratore ufficiale di giornata, il professor Giorgio Vecchio, storico dell’università di Parma. «Per le donne la Resistenza è stata la prima palestra di libertà e democrazia, un’occasione per liberarsi dalle prescrizioni di papà, marito, fratello maggiore e parroco. La prima alfabetizzazione politica. Fecero richieste di stringente attualità: un salario uguale per un lavoro uguale, partecipare all’istruzione professionale e non accedere solo a lavori meno qualificati ma a qualsiasi impiego per merito, partecipare alla vita sociale nei sindacati, nelle cooperative, nei corpi elettivi nazionali e locali».
A Busto Arsizio il 25 Aprile unisce. E anche il sindaco di FdI canta “Bella ciao”

