MILANO – Il caso legato alla richiesta di grazia di Nicole Minetti si arricchisce di nuovi, inquietanti capitoli che mettono in dubbio la veridicità dei presupposti su cui si fondava l’istanza presentata al Quirinale. La Procura Generale di Milano ha avviato accertamenti d’urgenza attraverso l’Interpol per fare luce su un’ipotesi gravissima: la possibile manipolazione di documenti e fatti riguardanti l’adozione di un bambino in Uruguay, finalizzata a ottenere un provvedimento di clemenza che estinguesse la pena residua dell’ex consigliera regionale per il caso Ruby bis.
Il giallo dei documenti sanitari di Padova
Uno dei punti di rottura dell’intera vicenda riguarda i certificati medici presentati per sostenere la necessità della presenza della Minetti accanto al bambino, che sarebbe stato affetto da gravi patologie. Tuttavia, l’Azienda Ospedaliera di Padova ha ufficialmente smentito i contenuti dei documenti prodotti, dichiarando che il minore non è mai stato in cura presso le proprie strutture per le condizioni indicate nell’istanza. Questa discrepanza apre uno scenario di presunta falsificazione di atti pubblici, su cui i magistrati milanesi intendono andare fino in fondo, verificando se l’intera narrazione clinica sia stata costruita ad arte per impietosire le istituzioni e accelerare l’iter della grazia.
L’ombra dell’Uruguay e la morte del legale
L’indagine si sposta ora con forza verso il Sudamerica. Gli inquirenti vogliono visionare integralmente i fascicoli del Tribunale uruguaiano relativi alla causa per l’affidamento del minore, che vive con l’imprenditore Giuseppe Cipriani, compagno della Minetti. A rendere il quadro ancora più fosco è il decesso, avvenuto in circostanze da chiarire, dell’avvocato che rappresentava la madre biologica del bambino nel Paese sudamericano. La Procura Generale ha attivato l’Interpol per ricostruire i legami tra Nicole Minetti, Cipriani e le procedure di adozione, sospettando che dietro l’operazione possa celarsi una complessa architettura per aggirare le leggi italiane e internazionali.
Verso la revoca della grazia
Il Ministero della Giustizia e il Quirinale seguono con estrema attenzione l’evoluzione degli accertamenti. Se venisse confermato che il provvedimento di grazia è stato ottenuto sulla base di false dichiarazioni o documenti contraffatti, si aprirebbe la strada per una revoca senza precedenti del beneficio concesso. I magistrati hanno già fatto sapere che, in caso di ostacoli nelle comunicazioni con l’Uruguay, si procederà immediatamente con rogatorie internazionali. L’obiettivo è cristallizzare ogni elemento, positivo o negativo, per determinare se Nicole Minetti e il suo entourage abbiano orchestrato una frode ai danni dello Stato, coinvolgendo la vita di un minore per scopi processuali.
La posizione degli indagati e le prossime tappe
Mentre Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani restano al centro di questa tempesta giudiziaria, l’attività d’indagine si fa incessante. Il vertice in Procura ha stabilito la massima urgenza per le verifiche biometriche sulla voce catturata in alcuni audio e sulla perizia informatica dei documenti inviati ai ministeri. La Procura Generale, agendo su delega classica attivata per i casi di analoga gravità, punta a consegnare una relazione conclusiva in tempi brevi, consapevole che l’interesse pubblico è ormai concentrato sulla trasparenza di un atto di clemenza che rischia di trasformarsi in uno dei più grandi scandali giudiziari degli ultimi anni.
