Busto, all’improvviso il rimpasto di giunta: fuori Albani (Lega), dentro Cozzi (FdI)

BUSTO ARSIZIO – Clamoroso a palazzo, il sindaco Antonelli firma il decreto del rimpasto di giunta: fuori il leghista Alessandro Albani, al suo posto entra Claudia Cozzi di Fratelli d’Italia, nominata assessore alla sicurezza. Un vero e proprio blitz, quello operato dal primo cittadino Emanuele Antonelli nella mattinata di oggi, 30 aprile: la Lega perde il suo terzo assessore e i “Fratelli” incassano il secondo, invocato da tempo in virtù dei mutati equilibri in sala esagonale (7 consiglieri – nel frattempo diventati 6 dopo la defezione di Max Rogora in direzione Vannacci – contro i 3 della Lega). Ha deciso il sindaco senza confrontarsi con la sezione del Carroccio e ha scelto di tenere in giunta la neo-deputata Manuela Maffioli, che era la prima “indiziata” da quando ha il doppio incarico, sacrificando invece Albani, che era entrato un anno e mezzo fa prendendo il posto di Giorgio Mariani.

Il blitz

L’operazione, inaspettata, è nata nell’ambito del circolo bustocco di Fratelli d’Italia guidato da Alberto Falciglia, che non ha mai rinunciato all’ambizione della seconda casella in giunta nemmeno dopo il brusco stop al rimpasto ai primi di marzo. Quando, a seguito del battibecco tra Antonelli e il segretario provinciale della Lega Andrea Cassani, era intervenuto il coordinatore regionale FdI Carlo Maccari a dissuadere il sindaco dal modificare gli equilibri di coalizione alla vigilia della chiusura degli accordi elettorali per le amministrative. La promozione a Roma di Manuela Maffioli era stata l’occasione, per i Fratelli, per tornare a chiedere il rimpasto. Così hanno bussato alla porta dello stesso Maccari per ottenere la copertura del partito e lunedì sera, nel direttivo cittadino, si sono nuovamente rivolti al sindaco per concretizzare l’operazione. Antonelli, notoriamente “allergico” alle liturgie politicanti dei rimpasti, stavolta si è deciso ad agire e ha messo la sua firma sul decreto. Fuori Albani, dentro Cozzi.

Giro di deleghe

Il giro di deleghe è lo stesso che Antonelli aveva immaginato dopo lo “scazzo” con Cassani: quella al bilancio detenuta da Albani, che fino al prossimo preventivo non avrà scadenze particolarmente stringenti, torna in carico al sindaco, mentre Claudia Cozzi si occuperà di sicurezza, polizia locale e parcheggi, deleghe tolte al civico Matteo Sabba che continuerà a mantenere quelle a lui più care al commercio e al marketing. La sicurezza è un tema su cui da consigliere comunale Cozzi aveva già fatto sentire la sua voce in questi anni e che per Fratelli d’Italia rappresenta una delega strategica, sicuramente più del personale, dell’anagrafe e dei cimiteri che erano stati prospettati inizialmente ai tempi del rimpasto sfumato, quando sembrava che dovesse farsi da parte il civico Mario Cislaghi (ormai ribattezzato l’highlander della giunta). Nella nota ufficiale di Palazzo Gilardoni il sindaco si limita a commentare così: “Ringrazio l’assessore uscente e porgo i migliori auguri di buon lavoro al nuovo assessore che saprà certamente dare un nuovo impulso all’attività politico amministrativa”.

E la Lega che fa?

Perché Albani? Il sindaco Antonelli non ha mai nascosto in questi anni il suo apprezzamento per il lavoro delle due donne della Lega in giunta – Manuela Maffioli, appunto, e Paola Reguzzoni – ma l’assessore al bilancio uscente, il più debole della delegazione, pagherebbe anche un suo eccessivo avvicinamento all’ala leghista che fa riferimento proprio alla Reguzzoni e che avrebbe creato uno squilibrio nella delegazione del Carroccio nel caso in cui a fare le spese del rimpasto fosse stata la neo-deputata. L’altra domanda è come reagirà la Lega. Un mese e mezzo fa, quando l’Antonelli furioso minacciò il rimpasto in seguito alle parole irrispettose del capo provinciale Cassani, il segretario di sezione Alessandro Albani propose di ritirare l’intera delegazione leghista come reazione alla minacciata imposizione del sindaco di FdI. Ma subito dopo la promozione alla Camera di Manuela Maffioli, fu proprio da quella parte di Lega locale che si ipotizzò di chiudere la vicenda del rimpasto con l’uscita dell’assessore alla cultura – seppur non incompatibile – a beneficio di Claudia Cozzi e dei “Fratelli” che scalpitavano per il secondo assessore, mentre poi il direttivo di via Culin decise di seguire la linea di non mollare sui tre assessori.

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