La Openjobmetis si muove sul mercato degli italiani: tutte le ipotesi

Openjobmetis Varese mercato

VARESE – Chiuso oramai il suo campionato, la Openjobmetis si tuffa sul mercato. Operazioni al momento abbozzate, che nel corso dei giorni andranno a disegnare la squadra della prossima stagione.

Prima gli italiani

Nessuno slogan politico. E’ la strategia di mercato che accomuna tutte le squadre italiane. Le quali devono trovare giocatori di formazione tricolore prima di “incastrare” gli americani. Tutto ciò in un contesto difficilissimo viste le fuoriuscite degli atleti autoctoni principalmente in direzione NCAA.

Chi parte

Elisèe Assui andrà a Florida State com’è stato pubblicamente dichiarato. E Matteo Librizzi potrebbe (per ora usiamo il condizionale) avere in mano proposte interessanti sempre in direzione college. La Openjobmetis proverà a trattenere Davide Alviti, il quale però ha offerte molto interessanti dal mercato italiano e in questo momento pare lontano dalla società. Andrà via in direzione Usa anche Marco Bergamin. Difficile la permanenza di Max Ladurner e di Mauro Villa, che cercheranno altre destinazioni per avere un minutaggio maggiore. Con Napoli e Roma (da mercoledì, dopo il consiglio federale che sancirà il passaggio del titolo dalla Vanoli) scatenate e munifiche sul mercato, per Varese non c’è tempo da perdere. Sotto il Vesuvio andranno in quota italiani atleti del calibro di Petrucelli, Alibegovic e forse Mannion, mentre Totè e Caruso rimarranno alla corte di Repesa.

Chi arriva

Chi arriverà sicuramente a Varese è Liam Udom, guardia ala di 26 anni, autore di un buon campionato in A-2 a Rieti (11.4 punti a partita). La Openjobmetis ha poi offerto un contratto biennale a Iris Ikangi, quest’anno a Udine: sembrava tutto fatto, ma ora il giocatore ha preso tempo per riflettere (aria di permanenza alla Old Wild West?). Se, come sembra, Librizzi varcherà l’oceano (probabile in questo caso la formula “ad elastico” già adottata da Milano con Quinn Ellis), Varese dovrà trovare un esterno italiano che lo sostituisca almeno per un anno. In società si sprecano gli estimatori di Alessandro Cappelletti, una delle certezze italiane nel ruolo e, com’è ovvio, con tanti estimatori in LBA, a partire dalla Nutribullet Treviso che gli ha concesso leadership e responsabilità dopo il crack di Trapani. Nella lista ci sarebbero due possibili cavalli di ritorno. Il primo è Giovanni De Nicolao, offerto a Varese dalla sua agenzia. Il secondo è Davide Moretti, reduce da un anno complicato a Trieste, con la società giuliana che ridimensionerà (se va bene…) il progetto con la partenza del presidente Matiasich verso Roma.

E sotto canestro?

Sotto canestro la Openjobmetis ha ancora sotto contratto Ethan Esposito, quest’anno autore di un buon campionato in A-2 a Brindisi (10.2 punti e 4.3 rimbalzi di media a partita). A gennaio maturerà l’eleggibilità italiana Ivan Prato: il lungo argentino compirà 20 anni il 21 gennaio e rinvierà di un anno l’approdo in NCAA sperando di avere spazio con la serie A dopo aver disputato ottimi campionati tra serie B Interregionale, Under 19 e Next Gen.

Tra gli americani Carlos c’è

In attesa delle valutazioni tecniche e contrattuali e degli incastri giusti (si spera) di mercato, una certezza sembra esserci. E’ quella della permanenza di Carlos Stewart in maglia biancorossa. L’ottimo impatto avuto a Varese dal rookie americano combinato alla giovane età (23 anni), alle caratteristiche difensive e alle potenzialità ancora inesplorate fanno del prodotto dei Santa Clara Broncos un giocatore da cui ripartire per la prossima stagione.

La Lega non perdona (forse)

Le prossime saranno però ore cruciali per il basket italiano. Secondo quanto riportato da Walter Fuochi su Repubblica, nella assemblea di domani, martedì 12 maggio, la Lega Basket rilancerà l’idea avanzata da Ettore Messina di passare da un format da 6+6 ad un nuovo schema di 7+5, ovvero sette stranieri e cinque italiani in roster dietro al pagamento di una luxury tax. Una manovra corretta (seppur tardiva) per contrastare il calo dei giocatori italiani di qualità e i costi complessivi in aumento esponenziale. Chiamatelo effetto-NIL. Ma non solo. La proposta arriverà al consiglio federale Fip in programma mercoledì 13. La GIBA (il sindacato dei giocatori italiani) è già insorta, la Federazione Italiana Pallacanestro non accetterà la proposta. Le posizioni restano distanti e, come sottolinea Fuochi, è probabile che nei prossimi mesi il confronto si faccia più acceso. A tal punto che le società di serie A non escludono neppure una possibile serrata.

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