NOVARA – C’è chi si è presto rassegnato, chi ha evocato il Marchese del Grillo . Di certo c’è che l’arrivo di Roberto Vannacci sotto la Cupola di San Gaudenzio si è trasformato in un esercizio di pazienza zen per la stampa locale.
Oltre due ore di attesa sull’orario fissato, ulteriormente prolungate dalla visione forzata della diretta su La7 a L’aria che tira, con il Generale impegnato a duellare con David Parenzo (e soprattutto con l’ex parlamentare Pd Alessia Morani) mentre i cronisti novaresi contavano le piastrelle della piccola saletta dell’Hotel Cavour.
Accompagnato dal fedelissimo Emanuele Pozzolo, Vannacci è planato in città per benedire quello che di fatto è il primo step di crescita di Futuro Nazionale, incassando l’adesione ufficiale del tridente ex Fratelli d’Italia: Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli.
Il “colpo di scena”: nel 2027 sarà corsa solitaria
A parziale ricompensa, i giornalisti hanno ricevuto il “premio di consolazione”: nel 2027 Futuro Nazionale presenterà una propria lista alle elezioni comunali di Novara. Niente coalizione di centrodestra “tradizionale”, dunque, ma una corsa in solitaria con un proprio candidato sindaco.
L’identikit? Nonostante qualche timida melina iniziale, Michele Ragno ha lasciato intendere chiaramente che l’uomo della sfida sarà Mauro Gigantino. Un segnale di rottura netto che ridisegna i confini dell’area conservatrice in città.
Dai veleni locali ai “valori non negoziabili”
Interessante lo slittamento semantico dei tre neo-adepti. Se due mesi fa, alla nascita del gruppo Alleanza Novarese, il leitmotiv era la critica feroce alla gestione del partito e ai vertici locali (leggi: il senatore Gaetano Nastri, che Vannacci ha dato l’impressione di non conoscere affatto), oggi la musica è cambiata. Si vola alto, sui valori.
Ragno ha parlato di una «destra sociale non ambigua»; Nieli ha evocato un «centrodestra moderno e liberale, legato alle tradizioni». Gigantino è stato il più tranchant: «Scelta ponderata per una destra identitaria, non annacquata e non cerchiobottista. Mi accusano di essere troppo poco trasversale? Ne vado orgoglioso».
Nessuna novità, sulla collocazione nella maggioranza di centrodestra in Consiglio Comunale. Che almeno in questa fase non sembra in discussione, anche se di certo non si attenueranno gli attacchi agli obiettivi prediletti, i due assessori meloniani Ivan De Grandis e Giulia Negri
Vannacci e candidati islamici
Il Generale ha “surfato” sulle domande calde, come quella sulla presenza di candidati di religione islamica nelle liste, che ha sfiorato anche Trecate.
Qui la “pietra dello scandalo” è la vicenda della candidatura di Abouzeid Adel, 64 anni, egiziano di origine, ingegnere meccanico, inserito nella lista “Trecate che vogliamo”, la civica “nativa” di Criscuolo, la stessa in cui è schierato l’ex sindaco Binatti. (entrambi presenti in attesa del generale alla fine della conferenza stampa)
La presenza del candidato islamico ha causato una mezza “sconfessione” dell’alleanza da parte dei vertici locali di Futuro Nazionale. Alessandro Pasca, coordinatore vannacciano dell’Ovest Ticino, aveva scritto su Facebook che «l’unica lista che i nostri iscritti del territorio hanno deciso di votare si chiama ‘Futuro Trecatese’ che non ha candidati di tale espressione religiosa». Come dire: l’islamico in lista è una scelta personale di Criscuolo che noi non condividiamo.
Oggi Vannacci ha glissato sulle tensioni interne e si è limitato paletti: «Porte aperte a tutti, ma i principi di Futuro Nazionale non sono negoziabili. Non accettiamo chi pensa di islamizzare le nostre città o applicare la Sharia».
Il gran finale? Una lunga apologia della “remigrazione”. Ma anche qui, niente di particolarmente sorprendente.
