LA ZAMPATA Cipollini: «Tappa folle. La sfortuna di Milan, la forza di Ballerini»

giro italia cipollini
Mario Cipollini

Sotto la pioggia attesa da tutti per la classica volata di gruppo, il Giro d’Italia regala invece una tappa folle, drammatica e spettacolare. La vittoria va a Davide Ballerini, uno che nel ciclismo ha imparato più volte a rialzarsi dopo la sfortuna e che oggi trova un successo pesante, costruito con coraggio, lucidità e sangue freddo.

Una caduta al giorno

Sembrava la giornata perfetta per i velocisti. Squadre organizzate, treni lanciati e l’attesa crescente degli ultimi chilometri. Poi, però, il colpo di scena che cambia tutto. Gli uomini della Gronewegen e quelli della Rockets entrano in curva in testa al gruppo e, quasi all’unisono, finiscono a terra. Una scivolata collettiva che spezza il gruppo e cancella la volata che tutti aspettavano.

Nel caos riescono a salvarsi proprio Ballerini e Stuyven, rimasti in piedi mentre dietro esplode la bagarre. Milan evita la caduta per un soffio, mentre Magnier inventa un numero da felino: scavalca praticamente gli avversari, riparte e nel finale confeziona una rimonta impressionante che vale il terzo posto. Un segnale forte a tutti i rivali: batterlo, oggi, non sarebbe stato semplice per nessuno.

A colpire, però, oltre alla vittoria di Ballerini, è stata ancora una volta la facilità con cui il gruppo è finito sull’asfalto sotto la pioggia. Un tema sul quale anche Mario Cipollini ha voluto dire la sua senza troppi giri di parole.

La zampata

“La pioggia non può essere sempre l’unica spiegazione”, ha osservato il Re Leone. “Le biciclette moderne sono straordinarie: gomme larghe da 30 o 32, freni a disco, tecnologia ovunque. Però serve una sensibilità particolare nella guida, e questa sensibilità oggi non sempre la vedo nel gruppo”.

Cipollini ha poi fatto un paragone con il ciclismo della sua epoca: “Noi correvamo con tubolari da 21 e non era automatico finire a terra appena cadevano due gocce. Oggi sembra quasi scontato che se piove si cada. E su questo non sono d’accordo”.

Parole dure, ma lucide, quelle dell’ex campione toscano, che punta il dito non tanto contro i mezzi tecnici, quanto sulla gestione del rischio e sulla capacità degli atleti di interpretare situazioni limite.

Intanto, il Giro si gode il sorriso di Davide Ballerini. Una vittoria cercata, sofferta e meritata. Perché il ciclismo, ancora una volta, insegna che non bisogna mai arrendersi e che continuare a crederci può davvero cambiare il destino di una corsa.

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