LEGNANO – È scontro tra rappresentanze sindacali a Legnano dopo che il Comune ha negato i buoni pasto ai dipendenti. Tutto è cominciato lo scorso 4 maggio, quando l’amministrazione comunale ha rifiutato la richiesta di un confronto avanzata dalle organizzazioni rappresentative dei dipendenti del Comune sui buoni pasto e sull’introduzione dei ticket elettronici. L’amministrazione Radice ha motivato il rifiuto invocando “profili di discrezionalità amministrativa” e spiegando che l’Ente non avrebbe le disponibilità finanziarie per introdurre i ticket elettronici.
Tanto è bastato alla Rsu del Comune per definire «gravissimo che i dipendenti comunali vengano coinvolti in dinamiche elettorali e utilizzati come terreno di scontro politico o di accreditamento sindacale». I riferimenti sono, rispettivamente, alla presa di posizione di Fratelli d’Italia, a cui non è piaciuto il “no” del Comune al confronto richiesto, e alla Cisl, accusata di aver tentato «di aggirare e delegittimare la Rsu, cioè l’organismo democraticamente eletto dai lavoratori per rappresentarli».
Cisl: «Fra i pochissimi senza ticket elettronici»
È di oggi, giovedì 14, la presa di posizione della stessa Cisl Fp Milano Metropoli, secondo cui «dopo cinque anni di mandato, è legittimo chiedersi quali risultati concreti abbia portato questa Rsu ai dipendenti comunali. La risposta purtroppo è sotto gli occhi di tutti: nessun risultato reale, nessuna battaglia concreta, nessun miglioramento significativo per i lavoratori. Il caso più emblematico è quello dei ticket elettronici. Legnano, ancora oggi, è praticamente uno dei pochissimi enti del territorio a non aver attivato il buono pasto elettronico, costringendo i dipendenti ad utilizzare ancora ticket cartacei e convenzioni limitate, con enormi disagi quotidiani».
Di conseguenza, anche la Cisl – come rendono noto il segretario con delega agli Enti locali Amilcare Tosoni e il delegato territoriale Alfonso Pontone – ha chiesto all’amministrazione, «su mandato di 176 dipendenti del Comune», di aprire un tavolo di confronto «per avere finalmente un impegno concreto ad affrontare la questione, dalla stessa amministrazione, se confermata, o da quella entrante».
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