Dall’Icma di Busto al red carpet di Cannes: il «sogno» del regista Tomaiuoli è realtà

BUSTO ARSIZIO – «La mia ambizione era calpestare il Red Carpet ma nemmeno nei miei sogni c’era quello del festival di Cannes. Pensavo fosse irraggiungibile». Ciro Tomaiuoli, ex studente dell’Istituto cinematografico Antonioni di Busto Arsizio e fino a quest’ultimo anno scolastico docente di tecniche di ripresa, ha avuto l’onore di percorrere uno dei “tappeti rossi” più prestigiosi del cinema mondiale grazie al suo primo film, “Storia di una mistress”, di cui la sua casa di produzione ha presentato il trailer in anteprima all’interno del circuito festivaliero. «Esperienza incredibile, non riesco ancora a metabolizzarla» ammette il regista originario di Vieste, in provincia di Foggia.

Il film

Ciro Tomaiuoli con la produttrice Monica Bartolucci

“Storia di una mistress” è l’opera prima di Tomaiuoli, prodotta da Monica Bartolucci, Reylu Production e Imagine the Stars: uscirà forse già a giugno, ma sicuramente a ottobre, distribuito nelle sale del circuito UCI Cinemas e nel 2027 sarà disponibile in streaming su Amazon Prime Video e altre piattaforme. «Il film – racconta il regista – è un dramma psicologico ispirato a una storia vera e racconta di una ragazza di 30 anni che, dopo aver subito abusi sessuali, decide di diventare una mistress nel tentativo di riprendere il controllo della propria vita. Ma i traumi del suo passato la costringono a tornare indietro per affrontare ciò che non è mai riuscita a superare». I primi riscontri sono stati gratificanti: «C’è tanta curiosità» ammette il regista.

IL TRAILER DI “STORIA DI UNA MISTRESS”

Il Red Carpet

Il film non è stato presentato in concorso: la casa di produzione ha mostrato il trailer nell’ambito del circuito festivaliero ad una serie di ospiti internazionali (francesi, americani, coreani). Ma Ciro Tomaiuoli, insieme alla produttrice Monica Bartolucci e agli attori principali (Alice Carollo e Reyson Grumelli), ha anche avuto il privilegio di calcare, da regista, il Red Carpet sulla Croisette. «Sono una persona ambiziosa ma non avevo nemmeno il coraggio di immaginarmi qui – ammette Ciro, che è anche produttore con la sua Armonia Films a Busto Arsizio – arrivarci dopo tanti anni mi fa dire che è valsa la pena di fare un miliardo di sacrifici, con l’aiuto di nessuno, per diventare regista».

Busto e l’Icma nel cuore

E nel cuore c’era anche Busto Arsizio, la città che grazie all’Accademia dell’ICMA gli ha aperto le porte per il sogno del cinema: «È la mia seconda casa – rivela Tomaiuoli – la mia carriera parte da Busto Arsizio, ed è una città che mi ha sempre spinto e valorizzato, al contrario del mio paese d’origine». Ora chissà che il suo film non possa essere presentato nella prossima edizione del BA Film Festival, di cui Ciro è già una colonna: «Avrei voluto portarlo già quest’anno ma non era ancora pronto – rivela Tomaiuoli, che al Baff 2026 ha presentato il suo documentario sulla pista Stelvio di Bormio – l’anno prossimo sarebbe bello». E intanto, mentre lavora a progetti di documentari, corti e programmi TV già in corso, ha già pronti altri due lungometraggi già scritti: «Fare questo mestiere in Italia è da folli, perché non ci sono fondi e c’è poca cultura cinematografica – allarga le braccia Ciro – magari con l’uscita dell’opera prima, se il riscontro sarà positivo, potrò propormi ai produttori per realizzare un secondo film da regista».

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