Dopo i bandi andati deserti c’è il Terzo settore nel futuro del Minigolf di Varese

futuro minigolf varese
È chiusa da 4 anni l'area del Minigolf di Varese

VARESE – C’è la finalità sociale nel futuro del Minigolf di Varese. L’area, chiusa da anni, potrebbe trovare una nuova vita grazie al coinvolgimento del Terzo settore. Su questo sta lavorando l’amministrazione comunale dopo che i bandi per l’aggiudicazione erano andati deserti. Il tema è stato affrontato in una seduta congiunta online delle commissioni 2 e 3, richiesta dall’opposizione per fare il punto sulla struttura.

Tre esempi come modello

«È in corso da un po’ di tempo in città un’attività di valorizzazione degli spazi a favore delle attività sociali del territorio, come l’ex scuola Baracca a Capolago e la IV Novembre a San Fermo. Ma anche la sede di Varese Corsi che ha aperto a Calcinate dove c’era una scuola abbandonata», ha esordito il sindaco Davide Galimberti. «Sono dei modelli che possono essere replicati per quanto riguarda il minigolf, per il quale emerge una prospettiva prevalentemente sociale. Sono stati manifestati dei desiderata da parte di alcune realtà associative che hanno intenzione di attivare delle iniziative di gestione da parte di persone inserite in un progetto di vita e di autonomia». 

La cronistoria

L’assessore alle risorse Cristina Buzzetti ha ricordato gli ultimi passaggi, a partire dal giugno del 2022, quando è scaduta la concessione con la Pro loco per la gestione del compendio composto da campo di minigolf e locale bar. Dalla verifica dello stato dei luoghi era emersa la necessità di un adeguamento di impianti e strutture. Nel bando che ne era seguito, pubblicato dal Comune a fine 2022 e poi con un secondo tentativo a inizio 2023, si proponeva una concessione di 6 anni con le opere di sistemazione da realizzare in capo al concessionario, con la possibilità di portarle a scomputo per i primi 3 anni del canone. Ma in entrambi i casi il bando non ha registrato partecipazioni, evidenziando il nodo della sostenibilità economica per la riattivazione dello spazio. 

La “pista” sociale

Ecco perché ci si sta indirizzando ora verso la possibilità di un affidamento a realtà attive nel sociale: il Codice del terzo settore prevede che il Comune possa concedere il bene in comodato d’uso gratuito, mentre per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione si valuterà in base alle proposte che arriveranno. «Stiamo portando avanti un percorso di questo tipo – ha aggiunto Buzzetti – che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane a un progetto concreto per portare la struttura a tornare ad aprire come collaborazione tra privato sociale e amministrazione comunale. Con la possibilità anche di apertura all’esterno sia per il bar che per la parte del gioco. Ci siamo confrontando anche con la Federazione Minigolf».

Piscina e Parco dei nonni

Il consigliere della Lega Stefano Angei ha definito l’idea meritevole, ma ha chiesto che nel frattempo il Comune sistemi l’area del Minigolf e del Parco dei nonni, «che non è certo decorosa». Aspetto sottolineato anche da Roberto Puricelli di Per una grande Varese, che ha suggerito di includere nel progetto anche lo spazio dedicato alla terza età. «È un’area veramente degradata». Luca Paris del gruppo misto ha suggerito di valutare la possibilità di interagire con la piscina comunale di via Copelli, nei cui spazi avanza sempre più l’ipotesi pallavolo. Il sindaco Galimberti ha risposto che l’idea è quella di far dialogare le due strutture. Per Fratelli d’Italia Salvatore Giordano ha parlato di un’idea realistica, mentre Eugenio De Amici ha proposto l’idea di un bocciodromo per gli anziani.

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