Nella nuova rotonda di Cocquio Trevisago “I tre amis” danno il benvenuto in paese

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COCQUIO TREVISAGO – “I tre amis” danno il benvenuto a Cocquio Trevisago. Nella rotonda realizzata all’intersezione tra via Milano e via Pascoli è stata posizionata un’opera realizzata dallo scultore Francesco Faravelli, noto anche in ambito internazionale e profondamente legato al paese. Tre figure stilizzate che vogliono dare simbolicamente il benvenuto a chi entra nel territorio del Comune. 

La rotonda e l’opera

Il sindaco Danilo Centrella definisce la rotatoria «un’opera attesa e importante per il nostro Comune, pensata non solo per migliorare la viabilità e la sicurezza stradale, ma anche per valorizzare uno degli ingressi significativi del nostro territorio». In quest’ottica si legge appunto il posizionamento dell’opera al centro della rotonda. «Questa scultura non è soltanto un elemento decorativo. È un simbolo – sottolinea il primo cittadino insieme alla sua amministrazione – rappresenta tre figure unite, vicine, capaci di sostenersi e riconoscersi l’una nell’altra. In esse vogliamo vedere il significato più profondo della nostra comunità: la famiglia, l’amicizia fraterna, la solidarietà, il senso di appartenenza e l’unione tra tutte le frazioni del nostro Comune».

Messaggio di fratellanza

«Cocquio Trevisago – prosegue Centrella – è fatto di luoghi, storie, volti e tradizioni diverse: Cocquio, Sant’Andrea, Torre, Caldana, Cerro, Carnisio, San Bartolomeo e ogni parte del nostro territorio contribuiscono a costruire un’unica comunità. Una comunità che cresce quando sa restare unita, quando si riconosce nei valori della vicinanza, della collaborazione e del rispetto reciproco». In un momento storico in cui il mondo è attraversato da divisioni l’opera vuole quindi lanciare un messaggio semplice ma potente: quello della fratellanza. «“I tre amis” ci ricordano che nessuna comunità può dirsi davvero forte se perde il valore dell’amicizia, della convivialità, della famiglia e della cura del proprio territorio. Questa rotonda vuole quindi essere anche un messaggio di benvenuto: a chi arriva nel nostro paese, a chi lo attraversa, a chi lo vive ogni giorno». Nel ringraziare l’artista e dedicare l’opera a tutti i residenti Centrella conclude con un auspicio: «Che questa scultura possa ricordarci, ogni giorno, che Cocquio Trevisago è più forte quando cammina unita».

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