Gallarate, Caruso (FdI) contro Scanzi: «Falcone e Borsellino sono di tutti»

Gallarate caruso andrea scanzi

GALLARATE – «Trovo sempre curioso che Andrea Scanzi si senta autorizzato a distribuire patenti di legittimità morale. Dalle sue parole emerge l’idea che alcune persone siano più legittimate di altre a ricordarne la figura e l’eredità. In base a quale principio? A quello per cui la memoria di Falcone e Borsellino sarebbe una proprietà privata da concedere soltanto a chi supera un esame ideologico?». Così l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso (FdI), commenta alcune affermazioni rilasciate dal giornalista del Fatto Quotidiano nel corso del suo spettacolo ospitato lo scorso giovedì al Teatro Condominio di Gallarate.

Meloni e La Russa

«La nostra premier Giorgia Meloni – sottolinea Caruso – guida una nazione che ogni giorno combatte mafia, criminalità organizzata e illegalità attraverso l’azione dello Stato. Ignazio La Russa ricopre la seconda carica della Repubblica». Entrambi, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, hanno il pieno diritto, e il dovere istituzionale, di onorare il ricordo di due servitori dello Stato assassinati dalla mafia. «Il problema non è la critica politica, che in democrazia è sempre legittima. Il problema nasce quando il confronto delle idee lascia spazio alla convinzione che esistano persone più titolate di altre a custodire o a rappresentare determinati valori e memorie».

Democrazia e convinzioni 

«La verità – conclude Caruso – è che alcuni professionisti dell’indignazione sembrano tollerare la democrazia soltanto quando produce risultati conformi alle loro convinzioni. L’eredità di Falcone e Borsellino appartiene a tutti gli italiani e non necessita di certificazioni o autorizzazioni da parte di nessuno».

Andrea Scanzi a Gallarate racconta l’Italia «anti-antifascista» di Giorgia Meloni

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