SUMIRAGO – «Così come è stata presentata, non accettiamo la mozione. Ma lo stimolo sì, per le future intitolazioni». La sindaca Yvonne Beccegato ha così risposto nel consiglio comunale di ieri, giovedì quattro giugno, alla proposta presentata da Meloni – Noi per Sumirago, gruppo di opposizione guidato da Stefano Romano, per dedicare una via, piazza, largo o strada a Norma Cossetto, “luminosa testimonianza di coraggio e amore patrio”. Come ha spiegato il primo cittadino, all’origine della decisione di diniego, presa dopo un confronto nato all’interno della maggioranza stessa, ci sono «ragioni di pragmatismo e metodo democratico».
La proposta
«La studentessa istriana, simbolo di una delle pagine più dolorose della nostra storia, fu uccisa dopo essere stata torturata perché scelse la morte piuttosto che rinnegare le proprie origini, identità e cultura. Nel 1949 le fu attribuita la laurea ad honorem dall’Università di Padova e nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le conferì la medaglia d’oro al merito civile. In caso di accoglimento della nostra richiesta sarebbe stata sì una vittoria politica ma – ha voluto sottolineare Romano – noi vogliamo la vittoria della storia e della verità. Non si trattava di una semplice iniziativa di Fratelli d’Italia, a cui sono iscritto, bensì l’omaggio a una giovane donna innocente. Da qui un’iniziativa che si sperava comune, condivisa e rispettosa di una vittima di un periodo buio».
Il ritiro della mozione
«Non sono in discussione – così Beccegato – né la figura di Norma Cossetto né la sua medaglia d’oro. Quanto alla tragedia delle foibe, abbiamo sempre patrocinato tutte le iniziative che ne parlassero. La vostra richiesta, che dato vita a un confronto, è stata valutata con pragmatismo e metodo democratico. Al momento non ci sono nuove vie da dedicare e si tratta di una figura che, a livello nazionale, ha già ricevuto numerose intitolazioni. Inoltre questa giunta, essendo espressione di una lista civica, non risponde ad agende di partito; in caso di necessità sarebbe anzi più corretto coinvolgere le associazioni del territorio».
«Non era mia intenzione creare scompiglio, e non andava a interessare la toponomastica perché avevo già individuato un luogo particolare – ha aggiunto Romano – ma chiedo allora il ritiro della mozione: non credo che ciò sia rispettoso della memoria di Norma Cossetto». «Noi eravamo comunque a favore – Silvana Giamaberini ha così espresso l’appoggio di Viviamo Sumirago al capogruppo d’opposizione – spiace sentire che ritira la proposta perché una parte del consiglio non era d’accordo».
L’intervento di Garzonio
«Non è contro Norma Cossetto, è contro la metodologia con cui è stata presentata la mozione: allora così possono farlo tutti», è intervenuto Alberto Garzonio, presidente del consiglio comunale. «Parlo personalmente: sono contrario, non lo reputo corretto». Alle repliche prima di Giamberini e poi di Romano – «questo è l’iter, si fa così: si presenta la mozione, che è nostra prerogativa, e la si approva o si boccia, che è la vostra» – a chiudere la questione ci ha pensato la sindaca, ribadendo come già nella sua introduzione non fosse in discussione la figura di Cossetto. «In questo modo potremmo andare avanti fino a domani. Non c’è un’unica modalità per fare la proposta. Ma prima di tutto si dovrebbe chiedere la disponibilità della toponomastica e poi fare la proposta di un nominativo o un’intitolazione alla memoria. Già nei mesi scorsi ce n’è arrivata una da un’associazione del territorio e ci siamo rifiutati».
L’affitto del terreno per l’antenna: le sentenze di Busto e Cassazione
Il vicesindaco e assessore al Bilancio Mauro Croci ha poi provveduto a informare il consiglio comunale della decisione di ricorrere in appello per il caso del contratto di locazione dell’antenna di Inwit: il Comune è in credito con l’azienda per 58mila euro.
Il motivo della scelta è la persistente situazione di incertezza delle norme: sebbene ci sia da ultimo il tribunale di Busto Arsizio si sia espresso in senso opposto, per lungo tempo è stata una pronuncia della Corte di Cassazione, favorevole a Sumirago, a fare giurisprudenza ed è possibile che ne arrivi un’altra nei prossimi mesi.
Nonostante un regolare contratto di locazione, dopo qualche tempo Inwit si era messa a corrispondere per l’affitto del terreno il canone unico patrimoniale, e non la somma pattuita: «Il verdetto arriverà per la fine di ottobre. Il nostro avvocato è fortemente convinto che secondo la sentenza della Cassazione, che fece da spartiacque, non ci siano effetti per i contratti precedenti; il nostro contratto sarebbe da ricondurre nell’alveo della vecchia interpretazione normativa».
Verso la disdetta del contratto
Romano ha espresso le perplessità alla luce dei circa 15mila euro spesi da Sumirago su questo fronte chiedendo informazioni su eventuali confronti con la società, sulla situazione negli altri Comuni e se sia stato preso in considerazione uno sfratto: «Certamente partirà, forse Inwit vorrà rivedere certe condizioni», ha fatto sapere Croci. «E ci sono stati due tentativi di incontro ma loro sono inamovibili. Io mi fido del parere del nostro legale, per cui in base alla sentenza della Cassazione non potrà essere coinvolto il pregresso. Nel frattempo abbiamo già avvertito Mornago ed è stata impostata una comunicazione di recesso». In ogni caso la direzione è verso «una disdetta contrattuale, magari porterà la società a un tavolo di intesa».
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