VARESE – L’arte al Castello di Masnago inizia all’esterno. Il percorso di visita prende il via prima ancora di entrare al museo grazie alle nuove opere installate nel parco Mantegazza, che vanno ad arricchire la Collezione Orsini, il cui percorso è stato aperto lo scorso febbraio. Questa mattina, sabato 6 giugno, è stato il momento dell’inaugurazione dei nuovi arrivi (nel video qui sotto le opere e le interviste), che riguardano anche l’ingresso e l’interno, con due nuovi pianoforti artistici e due casette con audio.
La collezione cresce
L’allestimento va così ad arricchire la raccolta di opere appartamenti ai movimenti artistici Fluxus e Verbovisuali che compongono il percorso interno della collezione. Con questo nuovo progetto espositivo a cura di Silvia Vacca, conservatrice del Museo d’arte moderna e contemporanea del Castello di Masnago, il museo “esce” anche al di fuori delle mura del castello, con un percorso per dare risalto alle nuove opere ed esaltarne il valore artistico, comunicativo ed espressivo. Nel parco sono state allestite due opere concepite proprio per l’esterno, che in origine avevano collocazione presso la Villa Buttafava della famiglia Orsini. Si tratta della scultura sferica Arcaico – Moderno di Antonio Del Donno e dell’opera Il Filo smurato (l’impronta di Penelope) di Mirella Bentivoglio. L’artista scomparsa nel 2017 è stata fortemente impegnata nell’ambito del femminismo. La sua installazione dedicata al personaggio omerico è composta da 16 lastre di travertino. «Il muro – ha sottolineato la conservatrice – vuole essere un’opera che vuole portare fuori la donna dai limiti in cui per millenni è stata confinata all’interno della nostra cultura. Il muro è stato concepito come se fosse un arazzo, con la donna che si libera dai fili. Ma questa non è un’operazione semplice: restano dei segni, infatti le travi presentano delle cicatrici».
Letture dedicate al mito greco
Per rendere omaggio all’artista Mirella Bentivoglio e alla sua sensibilità l’inaugurazione è stata affiancata da una serie di letture interpretate dall’attrice, formatrice e regista Liliana Maffei, dedicate a personaggi del mito e della commedia greca come Penelope, Lisistrata e Clitemnestra: figure complesse, spesso contraddittorie, che incarnano archetipi antitetici e che sono emblematiche della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Tra gli interventi in apertura della mostra anche quello del sindaco Davide Galimberti, che ha sottolineato come il castello e il suo giardino si inseriranno in un circuito tra arte e parchi con la vicina Villa Baragiola. Mentre l’assessore alla cultura Enzo Laforgia ha espresso la volontà di creare una maggior relazione tra esterno e interno del museo.
Casette e pianoforti
Lasciato il parco, lungo il percorso che conduce verso le sale interne del castello, sono state allestite nel portico le originali casette con audio Sogno di una notte di mezza estate di Ben Patterson. Salendo al primo piano negli ambienti dedicati alla Collezione Orsini sono stati inseriti due pianoforti artistici, per sottolineare il legame con i due movimenti che caratterizzano la raccolta. Le opere portano la firma di Jean-François Bory e Arrigo Lora Totino. Il primo piano è dorato e presenta immagini di soldatini unite a lettere che vogliono dare un’idea di pace, mentre il secondo è una composizione più ironica, con gli spartiti che coprono interamente lo strumento.
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