VARESE – Le finalità dell’intervento, le diverse funzionalità che coesisteranno e alcune caratteristiche particolari che rendono l’area un unicum sul territorio varesino. L’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati ha fatto il punto sul progetto per Villa Baragiola nella seduta della commissione 3 che si è svolta nella serata di venerdì 7 giugno.
I nuovi alloggi
I lavori, per un totale di 12 milioni di euro grazie a risorse Pnrr, sono partiti tra febbraio e marzo. «Il senso del progetto è integrare l’abitare con servizi diversi: in questo caso sono servizi culturali che vanno a potenziare il quartiere di Masnago», ha esordito Civati. L’opera principale riguarda appunto la realizzazione di 23 nuovi alloggi destinati ai Servizi Abitativi Sociali. Si tratta di monolocali e bilocali con superfici che vanno da un minimo di 28 a un massimo di 56 metri quadri. Spazi abitativi pensati per un utilizzo temporaneo, situati tra la “stecca”, nei pressi degli uffici comunali, e altri tre edifici attigui.

Museo e ambulatorio
All’interno della villa storica tre alloggi saranno destinati ai giovani artisti che collaboreranno col museo che aprirà i battenti e vedrà protagonista una fondazione che possiede opere di arte contemporanea e fotografia. Nell’edificio più prossimo a piazza Ferrucci ci saranno invece al pianterreno ambulatori medici e al primo piano spazi multifunzionali per attività legate ai servizi sociali. «È una sfida far coesistere queste diverse funzioni, ma è anche una scelta che abbiamo voluto fare – ha detto Civati – l’idea di mantenere gli uffici, quindi un presidio dell’amministrazione, con la parte sociale aperta al pubblico con l’ambulatorio del medico di base, gli spazi culturali e gli spazi abitativi è uno degli aspetti che sono stati più apprezzati in sede di valutazione dalla commissione ministeriale. La polifunzionalità consente il controllo, la vitalità e l’utilizzo rispettoso».

Lavori entro il 2026
Sono previsti 720 giorni di lavoro, con la fine degli interventi entro la primavera del 2026. Tra gli obiettivi c’è quello di recuperare il più possibile le peculiarità storiche. La villa ha soffitti a cassettoni in legno dipinto, una caratteristica particolare che non si ritrova in altri palazzi della città. C’è anche un giardino d’inverno con vetrate da cui filtra il sole, che diventerà la sede della caffetteria-buvette del museo. Quindi tra le curiosità un camino monumentale al pianterreno, con figure antropomorfe che lo reggono. «La sfida che stanno affrontando le imprese in questo momento è quello di riuscire a salvare gli elementi storici – ha aggiunto l’assessore – qui come anche sull’ex Caserma Garibaldi si fa un lavoro certosino, ad esempio nel conservare i pavimenti lignei presenti. Lo spirito storico della villa sarà recuperato». Ci saranno inoltre accorgimenti, tra cui l’utilizzo della geotermia, per migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile.

Piazza e parco
Al termine dei lavori la villa si aprirà su Masnago, con nuovi passaggi da piazza Ferrucci. Ci sarà una nuova pavimentazione e sono previsti percorsi nel verde accessibili a tutti verso il parco. Nell’area verde è previsto il recupero dell’antica voliera e saranno migliorati gli spazi del frutteto, che è un’altra particolarità della villa: non ci sono spazi di questo tipo negli altri parchi storici pubblici della città. L’idea è quella di affidare la gestione del frutteto al terzo settore o associazioni del territorio. Per quanto riguarda i parcheggi Civati ha spiegato che l’amministrazione sta lavorando a una soluzione per recuperare uno spazio privato di fronte alla chiesa di Masnago, sia per gli inquilini che gli ospiti del parco e del museo, per potenziare l’offerta di sosta della zona.
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