NOVARA – Di certo ci sono le ruspe e i mucchi di terra smossa. E i progetti con le suggestioni di pietra, di acqua e di verde disegnati con maestria dall’architetto Matteo Gambaro. Ma il futuro non sembra essere così certo.
O almeno questo è ciò che i più si sono portati a casa dopo la seduta della commissione lavori pubblici di ieri mattina, nella quale per la prima volta l’assessore Rocco Zoccali ha presentato il progetto per la riqualificazione di piazza Martiri, dopo la scelta, ormai irreversibile, della pedonalizzazione.

Due lotti, il secondo ancora in parte da finanziare
L’assessore ha messo in fila gli elementi consolidati: i lavori saranno eseguiti in due lotti: il riguarderà i sottoservizi e la pavimentazione e mentre il secondo si occuperà dell’arredo. Il costo complessivo previsto è di circa 4 milioni, con il primo blocco da 2,5 milioni già finanziato e già appaltato alla società Dremar, specializzata in interventi su piazze monumentali.
L’appalto ha generato un ribasso importante del 23,5% tutto confluirà nel finanziamento del secondo lotto, che sarà anche cofinanziato da Fondazione CRT per un milione di euro.
In corso gli scavi di saggio archeologico
I lavori partiti subito dopo lo sgombero delle auto dalla superficie della piazza sono saggi di verifica archeologica (per i quali è stato nominato anche un consulente) e geologica.
Fin qui, tutto chiaro. Il punto è che da qui in avanti le nebbie si fanno dense.
In primo luogo perché non si sa ancora cosa verrà accertato dal punto di vista archeologico, e soprattutto quali prescrizioni ne deriveranno da parte della Soprintendenza

La Soprintendenza potrebbe chiedere modifiche
Zoccali ha provato a celare la sua preoccupazione, ma tant’è: l’ente di tutela potrebbe anche mettere le mani pesantemente nella suggestiva progettazione, con la Pietra di Luserna e il granito di Montorfano, i suoi filari di sempreverdi, le vasche ornamentali, le fontane a zampillo, le sedute circolari e le aiuole.
Quello che il capogruppo del Pd Nicola Fonzo chiama «la spada di Damocle» della Sovrintendenza.
L’assessore lo sa, e non si nasconde dietro un dito; tutto dipende dall’esito dei carotaggi e soprattutto dalle valutazioni della Soprintendenza. E’ palese che ci potrebbero essere modifiche progettuali, tempi e costi maggiori.
E questo è il primo e principale elemento di incertezza. Ma non è l’unico.
Gli altri interrogativi dell’opposizione
Dagli interventi dei consiglieri di opposizione (Fonzo, Spilinga, Pirovano e Paladini del Pd e Iacopino del M5S) sono emersi altri interrogativi, pur nell’assoluta convinzione della bontà della scelta di pedonalizzare,
Il più rilevante è quello sull’idea di utilizzo della piazza che l’amministrazione ha maturato.
«La domanda su che cosa ne facciamo della piazza riqualificata – ha detto Fonzo – non è una domanda peregrina. Secondo noi bisogna riempirla di contenuti, per non correre il rischio di avete una piazza bella ma non utilizzata. Su questo tema – è la proposta del capogruppo Dem – la città va coinvolta». Anche per evitare che tutto si concentri sulla questione della sosta, dei posti auto in meno e dei costi maggiori al parcheggio sotterraneo.
Una richiesta, quella del maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte, sottolineata anche dal Movimento 5 Stelle.
Paladini ha poi sottolineato anche il tema della difformità tra le proposte ipotizzate per l’arredo di piazza Martiri e quanto fatto nelle ultime settimane «con le centinaia di panchine e fioriere in marmo rosa, che io trovo terribili e che sono del tutto diverse da quanto si pensa di fare nella piazza».
E ancora il tema dell’utilizzo dello spazio da parte degli esercenti di bar che si affacciano sulla piazza. Zoccali ha ribadito la contrarietà dell’amministrazione, mentre l’opposizione ha ricordato come alcune piazze del centro come piazza Matteotti, siano rinate grazie alle attività di somministrazione.
Infine un allarme sulla sicurezza lanciato da Pirovano, che ha paventato rischi per la curva secca all’altezza del dehor del bar 049: «finora – ha detto – in piazza Martiri la gente ci andava solo a parcheggiare, ora potrebbero esserci bambini che giocano e il fatto che intorno il traffico continui a scorrere rende necessaria qualche misura di mitigazione».
L’assessore non ha negato la fondatezza di alcune delle osservazioni, ma è apparso in difficoltà nel disegnare un percorso che tenga conto di tutto. E alla fine ha ricordato, un po’ mestamente che lui si occupa degli aspetti tecnici e sulle altre questioni non ha competenza.
Sul destino di quello che ambisce ad essere il gioiello ritrovato della città, c’è molta incertezza. E anche un po’ di confusione.
