CASSANO MAGNAGO – Avrebbe adottato atteggiamenti aggressivi e intimidatori verso gli ospiti di un centro per disabili, arrivando persino, in un caso, a coprire naso e bocca di un paziente con del nastro adesivo. È quanto emerge dalle indagini dei Carabinieri di Cassano Magnago, che lo scorso 8 giugno hanno notificato – su ordinanza del G.i.p. del tribunale di Busto Arsizio, Gianmarco Cantalini – la sospensione in misura cautelare per 12 mesi della professione di un ausiliare socio-assistenziale che operava proprio in un centro di Cassano.
Le indagini
L’operazione è l’esito di un’attività di indagine iniziata con l’intercettazione ambientale di conversazioni e comunicazioni all’interno dei locali del centro, disposta da Flavia Salvatore della Procura di Busto Arsizio. In base all’imputazione sollevata dal Pubblico Ministero, l’indagato avrebbe più volte usato forme di violenza fisica – ricorrendo a metodi di contenimento del tutto sproporzionati rispetto alle esigenze – verbale e psicologica. In particolare, l’assistente socio sanitario, secondo quanto riportato dai Carabinieri, sarebbe spesso giunto a torcere i polsi, colpire con schiaffi o cuscinate e bagnare con pistole ad acqua gli ospiti del centro. L’accusa a suo carico è di maltrattamenti continuati ai danni di persone affette da gravi disabilità.
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