LESA – Muove i primi passi l’inchiesta sulla tragedia aerea costata la vita ad Adrian Bryner, l’imprenditore deceduto ieri mattina nello schianto del suo elicottero a Lesa.
Le indagini: si cercano le cause del crash
La Procura di Verbania, competente per territorio, muove i primi passi formali per fare luce sulla dinamica dell’incidente.
Già nella giornata di oggi potrebbe essere conferito l’incarico per l’esame autoptico sul corpo del 72enne: l’autopsia sarà fondamentale per stabilire se all’origine del dramma possa esserci stato un improvviso malore del pilota. Al momento, comunque, gli inquirenti non escludono alcuna pista: dal guasto tecnico all’errore umano.
I rilievi sul campo sono affidati ai Carabinieri della Compagnia di Arona e ai Vigili del Fuoco, il cui tempestivo intervento ieri ha permesso di estrarre gli occupanti dal velivolo e mettere in sicurezza l’area, scongiurando il rischio di un incendio.
Parallelamente alla magistratura, si è messa in moto anche la macchina tecnica: in serata a Lesa è giunto il team specialistico dell’Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo) per avviare l’indagine tecnica sui resti dell’elicottero.
Chi era Adrian Bryner: l’amore per il volo e il pianoforte
La notizia della scomparsa di Bryner ha destato profondo cordoglio nel Verbano e nel Novarese.
Di origine svizzera, con doppio passaporto italo-elvetioco, Bryner apparteneva a una storica famiglia di imprenditori: il padre Hans, nel dopoguerra, aveva rilevato l’ex Torcitura di Borgomanero (poi ceduta alla famiglia Zanè).
Da tempo, però, Adrian si dedicava esclusivamente alla gestione della sua Villa Dolce Vita Resort a Lesa, una splendida tenuta ricettiva affacciata sul Lago Maggiore, dotata di eliporto privato. Proprio da lì Bryner era decollato ieri mattina.
La sua era una vita divisa tra il volo – passione che lo aveva già visto uscire miracolosamente indenne da un precedente incidente in elicottero a Champoluc, in Valle d’Aosta – e un viscerale amore per la musica.
Bryner era un apprezzato pianista e tastierista jazz, membro della Blue Sound Band con cui si esibiva regolarmente.
“Villa Bryner” non era solo la sua dimora da sogno, ma un vero e proprio polo culturale e artistico. Set cinematografico d’eccezione (due anni fa vi fu girata la serie Mediaset “L’anima gemella”), la villa era stata la cornice di alcuni prestigiosi concerti dello Stresa Festival, storica rassegna musicale internazionale presieduta dall’amico Claudio Marenzi (patron di Herno), durante la quale lo stesso Bryner amava spesso esibirsi al pianoforte.
L’imprenditore lascia la moglie e due figli, Nicole e Giulian, quest’ultimo compagno di volo del padre e anch’egli pilota di elicottero
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