MILANO – Nuovo sviluppo, a 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha depositato il provvedimento che concede ad Alberto Stasi l’affidamento in prova ai servizi sociali, permettendogli di terminare la pena fuori dal carcere.
Stasi esce dal carcere
Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, lascerà quindi il carcere di Bollate, dove si era costituito il 12 dicembre 2015 per l’esecuzione della sentenza.
L’affidamento in prova
Il beneficio, già considerato probabile dopo il parere favorevole della Procura generale, è previsto per i detenuti con un residuo di pena inferiore a quattro anni. La concessione tiene conto non solo della durata residua della pena, la cui scadenza è fissata al 31 ottobre 2029 ma potrebbe anticipare al 2028 grazie ai benefici previsti dall’ordinamento, ma anche del percorso trattamentale e del comportamento tenuto durante la detenzione.
Secondo quanto emerge, il via libera è stato motivato dalla buona condotta mantenuta in carcere, dalle valutazioni positive degli operatori penitenziari, dall’adesione al percorso rieducativo, dal risarcimento corrisposto ai familiari della vittima e dall’assenza di esposizione mediatica significativa nel corso degli anni di detenzione. Stasi ha continuato a professarsi innocente pur accettando gli effetti della condanna definitiva.
L’affidamento in prova prevede il rispetto di specifiche prescrizioni. In caso di violazioni, il magistrato di sorveglianza può disporne la revoca con il conseguente ritorno in carcere.
Il provvedimento
Il provvedimento rappresenta l’ultima tappa di un percorso graduale di reinserimento. Nel gennaio 2023 Stasi aveva ottenuto il lavoro esterno, dal maggio 2024 i permessi premio presso l’abitazione degli zii e, nell’aprile 2025, la semilibertà, dopo aver scontato i due terzi della pena.
Negli anni trascorsi in detenzione, il quarantaduenne ha affiancato attività di studio e lavoro, partecipando inizialmente a iniziative di volontariato e successivamente ottenendo un impiego come contabile e amministrativo presso una società di gestione finanziaria a Milano, città nella quale avrebbe già individuato una sistemazione abitativa.
