Egregio Direttore,
vorrei aggiungere qualche annotazione all’apprezzabile cronaca pubblicata il 10 giugno 2026 da Malpensa24 sotto il titolo “Casorate, Cassani giura per la terza volta”.
La partecipazione di pubblico alla serata d’insediamento del consiglio comunale del 9 giugno è stata decisamente al di sotto degli altri anni: appena una quarantina di persone. Ritengo che questo calo d’interesse sia essenzialmente il risultato di tre cause.
La prima: il luogo scelto per l’evento. Il consiglio comunale si è radunato al riparo dietro i vetri del neo Palazzo Cattoretti, mentre il pubblico ha dovuto assistere all’aperto in ordine sparso nel cortile antistante: chi seduto su seggioline di plastica, chi più lontano sulle sedute di cemento e chi in piedi; tutti disturbati dal passaggio di aerei, automobili e motocicli per cui molte cose dette sono andate perse. La pioggia poi ci ha messo del suo mandando quasi tutti a casa, tranne i più coraggiosi, prima della fine dei lavori. Si deve prendere atto che a Casorate non esiste più un ambiente pubblico idoneo ad ospitare un evento politico o civile di notevole richiamo. Da qui alla seconda causa del poco pubblico il passo è breve.
Infatti, questa amministrazione, appena riconfermata, ha fatto di tutto nei dieci anni precedenti per comprimere la partecipazione e il dibattito pubblico. Tra querele, asportazione dalla strada delle bacheche di proprietà dei partiti di opposizione ad opera di personale del Comune, abolizione del periodico comunale, atteggiamenti intimidatori verso il pubblico presente ai consigli comunali, la nuova sala consigliare lillipuziana… molti Casoratesi si sono disaffezionati alla cosa pubblica.
Per proseguire sulla linea dello scoraggiamento al dissenso, e con poco savoir-faire, la sera dell’insediamento il sindaco, dopo un lungo monologo piuttosto incolore, non ha ceduto la parola ai nuovi consiglieri dell’opposizione.
Tuttavia, il neo consigliere di Sogniamo Casorate, Salvatore D’Amora, approfittando della dichiarazione di voto, ha sottolineato che 1. la minoranza all’opposizione rappresenta una parte significativa della comunità, 2. nella nuova giunta non è previsto l’assessore alla scuola, 3. molte idee oggetto della campagna elettorale dell’opposizione sono state recepite nei propositi della maggioranza. Pertanto, il voto di astensione della minoranza è stato giustificato come apertura di fiducia, premessa di un’opposizione senza pregiudizi che valuterà volta per volta le iniziative della maggioranza.
La terza causa dello spopolamento è, secondo me, anche il malcontento diffuso nei confronti del sindaco uscente, avvalorato dal tracollo di voti ottenuti dalla sua lista che, pur tuttavia, è risultata di nuovo vincente.
Colgo l’occasione, egregio Direttore, per ringraziarla ancora di aver pubblicato la mia lettera nell’ormai lontano 6 luglio 2019 sotto il titolo “Sindaco indagato, a Casorate niente fango ma propensione al vittimismo”. Anch’io per quella lettera sono finito tra i querelati dal sindaco – lo stesso di oggi – per diffamazione a mezzo stampa. Naturalmente la querela non ha avuto nessun seguito se non l’effetto di “castigarne uno per educarne cento” come dicevano i nostri padri latini Unum castigabis, centum emendabis. Ricordo bene che il sindaco – sempre lo stesso – aveva comunicato che avrebbe pagato la querela con i soldi del Comune e che l’eventuale risarcimento sarebbe andato a beneficio delle casse comunali. Ora che di risarcimenti non ne sono entrati, che fine faranno i soldi pubblici prelevati dal sindaco-geometra per difendere se stesso?
E con questa domanda aperta, Direttore, la ringrazio e la saluto cordialmente.
Alberto Crosta
Sindaco indagato, a Casorate niente fango ma propensione al vittimismo
Casorate, Cassani giura per la terza volta: «Non deluderemo i cittadini»
