GALLARATE – Dopo il record della mostra di Kandinsky, in autunno il museo Maga si prepara ad accogliere Jago, lo scultore napoletano da un milione di followers, che porterà a Gallarate la sua opera Habemus Hominem «con cui “spogliò” Papa Ratzinger dopo che depose le vesti papali». E punta ad una sede-bis a Gallarate e a nuove sinergie sul territorio, a partire dalla vicina Busto Arsizio. Lo ha rivelato Mario Lainati, presidente del Maga, nella nuova puntata di Roadmap, la trasmissione di Malpensa24TV dedicata a come cambiano le città. Con lui in studio Claudia Mazzetti, assessore alla cultura di Gallarate: «Il successo della mostra di Kandinsky dimostra che siamo riusciti a conquistarci un posto importante nel panorama dell’arte contemporanea italiana».
La puntata
«Non solo grandi mostre, ma anche ricerca sull’arte contemporanea. Il Maga è diventato il nostro polo culturale, e i primi ad ispirarci sono stati proprio i giovani che l’hanno adottato come la loro “casa” – rivela l’assessore Mazzetti – è stata una scelta lungimirante quella di creare l’Hub Istituti Culturali con la biblioteca al Maga». E il presidente Lainati, oltre a svelare per l’autunno la «suggestiva e simbolica» presenza del popolare artista Jago, traccia le future prospettive del museo gallaratese: «Un dialogo con la città di Busto Arsizio che ha una fiorente attività culturale ma non ha un museo di arte moderna e contemporanea, e l’attenzione per salvare la collezione del compianto Giuseppe Merlini, 450 opere di arte contemporanea esposte già a Venezia e da valorizzare». Ma anche il progetto di «una sede secondaria, non lontano dall’attuale» per dare nuovi spazi all’arte a Gallarate.
Maga Gallarate, dopo Kandinsky estate in museo con Scheggi e Agnetti
