Ibis sacri, per la massima esperta «Novara rischia di peggiorare la situazione»

Novara ibis Castiglioni polemiche
Roberta Castiglioni, massima esperta italiana di ibis sacri

NOVARA – C’è un altro modo di affrontare il tema della presenza degli Ibis sacri in ambito urbano? «La risposta è assolutamente “si”»

Roberta Castiglioni, naturalista, etologa e zoologa, direttrice di “Darwin. Ricerca e divulgazione naturalistica” è probabilmente la massina esperta in Italia del Threskiornis aethiopicus. Lo studia da 25 anni, subito dopo la sua comparsa in Italia. Prima di lei se n’erano occupati solo gli studiosi della Francia, terra dove i primi insediamenti rimontano ad oltre trent’anni or sono.

Agli ibis ha dedicato decine di pubblicazioni e numerosi studi sul campo, come sta accadendo negli ultimi anni in alcuni comuni a sud di Milano

«Un intervento sbagliato e inefficace»

«Stando a quello che ho potuto vedere dalle foto e dai filmati – spiega a Malpensa24 la dottoressa Castiglioni – ho l’impressione che quanto si sta attuando a Novara sia sbagliato ed inefficace».

«Un intervento di questo tipo – aggiunge – mentre nei nidi ci sono i pulli in fase di crescita, non solo mostra aspetti di crudeltà che urtano la sensibilità di molti, ma soprattutto non risolve il problema. Gli ibis sono animali “fedeli” e quando individuano un luogo tendono a tornarci. Quindi è perfettamente inutile disturbarli»

Un’altra strada è possibile

Per Castiglioni, la strada è un’altra. «Anzitutto è necessario disporre di dati e di informazioni sulla specificità della colonia presente. E per questo va avviato un monitoraggio che però è perfettamente inutile se viene fatto a giugno, quando ormai il ciclo vitale degli uccelli è nella fase finale, ci sono i pulli in accrescimento nei nidi e le colonie si apprestano ad involare».

«Il monitoraggio deve partire – spiega ancora la zoologa – a febbraio. Bisogna capire quali alberi gli ibis hanno intenzione di nidificare, e, per esempio, mettere in atto azioni di disturbo sonore o luminose, che concentrino la presenza sul minor numero di alberi possibile».

«Una operazione – aggiunge –  che si poteva provare ad attuare nel vostro parco dell’Allea dove il numero di cedri presenti – gli alberi prediletti dagli ibis per costruire i nidi – non sono infiniti. Certo che operazioni simili vanno condotte con competenza e senza improvvisazione».

La naturalista spiega anche che le capitozzature dei cedri realizzate in questi giorni rischiano di peggiorare la situazione per il futuro: «Se le cime degli alberi vengono spianate, gli ibis trovano maggiore facilità a nidificare»

Il punto è comunque affrontare la questione «con approccio scientifico e non improvvisando».

Sull’Allea continua la caccia

Intanto questa mattina sull’Allea l’attività della Polizia Provinciale è continuata. Gli agenti, con gli operai della ditta di manutenzione del verde, hanno proseguito nel taglio dei rami di altri cedri su cui si trovavano i  nidi. Decine di pulli sono caduti al suolo, molti dei quali sono morti. Altri sono stati inseguiti, catturati con il retino e portati via. Qualcuno si è allontanato ed è riuscito a scappare.

«Non potete fare foto»

Agente di polizia provinciale con il retino per catturare i pulli

Anche questa mattina intorno all’area delle operazioni si è radunata una piccola folla di attivisti delle associazioni ambientaliste e anche semplici cittadini, che esprimevano in modo visibile la propria contrarietà rispetto all’azione messa in campo.

Secondo quanto si apprende, ci sono stati anche brevi momenti di tensione perché gli agenti della polizia provinciale hanno tentato di impedire alle persone presenti sul posto di scattare foto e girare video, manifestando l’intenzione di far intervenire la Digos perchè si sarebbe trattato di un raduno di persone non autorizzato.

Obiettivo convivenza

Roberta Castiglioni conclude sottolineando l’inutilità di questo tipo di azioni.  «Mi risulta – dice – che l’albero ieri a tarda sera fosse di nuovo pienissimo di Ibis. L’obiettivo dell’eradicazione è del tutto illusorio, come dimostrano decenni di studi. Bisognerebbe puntare sulla convivenza, anche attraverso una educazione dei cittadini per evitare il proliferare delle fake news che circolano su questi innocui uccelli.

Novara ibis Castiglioni polemiche MALPENSA24
Visited 7.241 times, 1 visit(s) today